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Piemonte, la ristorazione a conduzione familiare si riprende, ancora pessimismo sul volume d'affari

ristorazione dati unioncamere piemonte foto by lapasta.bizUnioncamere ha rilasciato i dati sulla ristorazione per la regione Piemonte, il pessimismo dilaga ancora causa crisi, i primi mesi del 2014 non sono molto più rassicuranti, si riprendono un po' le proposte a conduzione familiare. 

Unioncamere Piemonte ha rilasciato i dati comparativi sul commercio al dettaglio e sulla ristorazione, prendendo in esame i mesi di ottobre-dicembre 2013 mettendoli in relazione con quelli rilevati a gennaio-febbraio di questo 2014. Lo studio ha coinvolto 1.025 imprese piemontesi con un volume d'affari intorno ai 3 miliardi di euro.

Ferruccio Dardanello, Presidente di Unioncamere, ha così commentato i dati dello studio: "I dati dell’ultimo trimestre dell’anno confermano come le imprese del commercio al dettaglio e della ristorazione soffrano ancora gli impatti negativi della crisi della domanda interna. Le condizioni del mercato del lavoro e l’erosione del potere d’acquisto delle famiglie hanno inevitabili ripercussioni negative sulle vendite al dettaglio, sia dei piccoli esercizi di vicinato che della grande distribuzione organizzata. La domanda estera non basta più, nonostante i nostri prodotti enogastronomici siano il vessillo del Made in Italy: è necessario fare leva sulla crescita ‘endogena’, elaborando innanzitutto a livello nazionale una strategia di rilancio dei consumi e degli investimenti che sappia impattare sul lungo periodo"

A livello merceologico hanno subito il calo maggiore il settore dei prodotti per la casa -1,9% e i prodotti legati al tempo libero e ai prodotti alimentari a -0,5% e -0,2%. Cresce leggermente invece la ristorazione e con un +1,3% con un 0,9% in più che rivela le nuove aperture di realtà legate alla somministrazione di cibi e bevande. 

Dati ancora in negativo per l'occupazione, che continua a scendere e ad avere un segno negativo, insomma le strutture registrano un lieve aumento nel fatturato, ma licenziano di più o comunque continuano a licenziare, segno che sarà ancora lontana la ripresa a spettro più ampio. 

Un incremento interessante però riguarda l'aumento delle iscrizioni alle scuole alberghiere, segno che la cultura del cibo è entrata di diritto nelle passioni dei giovani italiani e potrà, per ipotesi, portare un buon incremento al settore di attività. Come spiega Dardanello è anche merito dell'attenzione dei media per il campo: "È una professione che è diventata di alto livello sociale, anche grazie alle tante trasmissioni televisive che l’hanno valorizzata. La ristorazione che riesce a sopravvivere alla crisi è fatta di piccole realtà a conduzione familiare, aperte soprattutto nelle zone del Piemonte dove si sta affacciando il turismo”. 

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