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Torino e il problema della convivenza tra auto e biciclette

Bicicletta. Fonte Flickr, utente cecilyupton.Forse è solo una leggenda ma probabilmente gli automobilisti non sono mai andati troppo d’accordo con i ciclisti. È più che altro una questione di spazi. L’automobilista vede la bicicletta come un mezzo fuori posto. Non dovrebbe stare sulle stesse strade percorse dalle vetture. È spesso un ostacolo alla circolazione e un pericolo in più. Chiaramente si tratta di esasperazione della realtà o forse non più tanto. Qualche sera fa un ciclista ha sperimentato sulle sue due ruote raggiate in affitto dove può arrivare questo conflitto.

L'episodio che ha riportato in auge il problema

Una donna alla guida di un Suv trovandosi davanti una delle tante biciclette offerte dal servizio To Bike in via Plana, per poterlo sorpassare ha dapprima provato a strombazzare in maniera compulsiva, poi non contenta del risultato ottenuto ha deciso di tamponare il mezzo privo di motore. Risultato: Gabriele del Carlo è stato disarcionato e la sua bicicletta ridotta ad un ammasso deforme. La donna che tra l’altro nello scontro ha perso la targa non ha minimamente pensato di fermarsi ed assistere il ciclista dopo la malefatta. Un dettaglio che il pilota di Suv ha trascurato? Del Carlo è il vicepresidente del Bike Pride ma la donna ovviamente non poteva saperlo. Questo scherzetto le costerà perciò caro. Anche grazie alla targa caduta nell’impatto le verrà recapitata una multa di ben 294 euro. L’articolo 219 del codice della strada, infatti, prevede la necessità di fermarsi nel caso di incidente per fornire i propri dati anche quando non ci siano danni alle persone.

Torino e il suo tentativo di diventare una città a prova di ciclista

Basterebbe un po’ di buon senso e un po’ di educazione senza dover per forza dover tirare in ballo la legge. Un problema, quello degli incidenti tra auto e biciclette che a Torino sta diventando di interesse. Le piste ciclabili non bastano e nemmeno l’introduzione di aree a velocità limitata. Torino non è nata attorno ai ciclisti e si vede. Nel tempo le cose stanno cambiando ma c’è ancora tanto da fare.

Fonte LaStampa

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