Un tweet per la Sindone

nosiglia alla sindone, foto sindone.orgNella mattinata de domani,  Mercoledì delle Ceneri, il Custode della Sindone comunicherà con un tweet dall'indirizzo @sindone2015 il motto dell'ostensione straordinaria del prossimo anno, che si terrà, come noto, dal 19 aprile al 24 giugno 2015.

Questa modalità di comunicazione rientra nella scelta di monsignorCesare Nosiglia e del Comitato organizzatore di caratterizzare l'ostensione con un'attenzione particolare ai giovani, anche veicolando i messaggi attraverso i social media più seguiti.

Il Mercoledì delle Ceneri è una data importante nell'anno liturgico: la Quaresima, tempo di preparazione alla Pasqua, inizia con questo giorno di astinenza e digiuno che ricorda i 40 giorni trascorsi da Gesù nel deserto prima dell'inizio della missione pubblica (Matteo 4, 1-11).

Anche il cammino verso l'ostensione della Sindone nel prossimo anno vuole iniziare simbolicamente con questo richiamo forte alla preghiera e alla penitenza, che introduce al clima di riflessione in cui il pellegrinaggio alla Sindone si svolge. 

Tutti gli interessati sono invitati a collegarsi fin da ora con l'indirizzo @sindone2015 per ricevere il messaggio di mercoledì ed eventualmente rilanciarlo.

L’ostensione si terrà dunque nellaprimavera del 2015, in un periodo di circa 45 giorni, compreso tra il tempo pasquale (dalla metà di aprile 2015) e la chiusura delle celebrazioni del bicentenario (il 16 agosto 2015). Confidiamo che in questa circostanza Papa Francesco possa venire a pregare davanti al sacro Lino e a onorare San Giovanni Bosco, suggellando così un anno straordinario per le nostre comunità ecclesiali e civili.

L'apertura dell'ostensione nel tempo pasquale fa riferimento alla morte e risurrezione del Signore, e con essa all’inizio della missione della Chiesa. La Sindone, lenzuolo della morte, diventa per i credenti una testimonianza che richiama, con grande efficacia evocativa, proprio la vittoria del Signore della vita. Sì, perché la Sindone ci conduce nel buio del sepolcro di Cristo, ma lascia anche intravvedere la luce della sua risurrezione, ci mostra le profonde ferite causate al Signore dalla sua passione e morte in croce, ma annuncia ad un tempo la vittoria della grazia sul peccato, del perdono sull’odio e la violenza, della fiducia in Dio sulla disperazione. Il mistero più oscuro della fede che il sabato Santo ci ricorda, è nello stesso tempo il segno più luminoso di una speranza che va oltre la morte.

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