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4 mesi a Grillo per avere violato i sigilli della Tav

GrilloGrillo, un nome che continua a comparire sulle pagine dei giornali, cartacei e non. Nella giornata di oggi, 03 marzo 2014, il suo nome viene associato ai 4 mesi di condanna per avere violato i sigilli della Baita Clarea nel 2010.

Il reato per cui è stato condannato

Era il 5 dicembre 2010 quando alcuni attivisti NO TAV violarono i sigilli della Baita Clarea, accedendo al sito. In tutto erano 21 i dissidenti ,contrari ai lavori per la Torino-Lione, messi sotto accusa. Di questi solo 11 sono stati condannati. Tra questi, il nome più celebre quello di Grillo, condannato a 4 mesi di reclusione più una multa di 200 euro.

La Baita Clarea

La Baita Clarea era stata scelta come punto di riferimento per i militanti NO TAV, ottimo luogo strategico per l'osservazione dei lavori. Essendo, però, state trovate dealcune irregolarità nella costruzione, il luogo era stato posto sotto sequestro. Entrarci costituiva reato. All'inizio l'accusa prevedeva anche l'abuso edilizio, nei confronti di chi aveva costruito ll'edificio. Tuttavia,  questa parte è stata accantonata fino alla conclusione della pratica per la sanatoria (finora è favorevole il parere fornito dalla soprintendenza).

Le parole di Enrico Grillo, cugino e avvocato di Beppe

Queste le parole di Enrico Grillo, cugino e avvocato del leader del Movimento 5 Stelle: "Aspettiamo i novanta giorni e vedremo se proporre appello" A cui aggiunge il commento: “Era preventivabile. Vediamo come la motiveranno".

Il movimento NO TAV

Il movimento NO TAV, nasce nei primi anni 90. Tra le motivazioni che uniscono e accrescono il gruppo, vi sono il forte impatto ambientale dell'opera sulla zona, l'enorme costo dei lavori, non proporzionale all'utilità effettiva del Treno ad Alta Velocità, e i danni che la costruzione di quest'ultimo comporterebbe sulla salute dell'uomo. Moltissimi i procedimenti penali ancora in corso e svoltisi, a causa di questa diatriba, negli ultimi 25 anni.

La condanna ad Alberto Perino

Tra gli 11 condannati, troviamo anche Alberto Perino, attivista del movimento per la liberazione della Val di Susa. Queste le parole dette dal viso più conosciuto del Movimento NO TAV”Una condanna così pesante, per un reato del genere, è un caso unico in Italia. Esemplifica bene il clima di caccia alle streghe che si è creato". 

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