Chiuso il Flair di San Salvario

movida notturnaMartedì scorso, 24 febbraio, il Flair di Largo Saluzzo è stato chiuso per motivi di sicurezza. La polizia municipale ha chiuso il locale dopo aver effettuato i dovuti controlli: scarsa messa in sicurezza degli impianti elettrici, mancanza della documentazione di valutazione del rischio, dei sei "dipendenti" tre erano in nero e nessuno dei sei aveva svolto i corsi antincendio e di primo soccorso previsti dalla legge.

LA MOVIDA DI SAN SALVARIO

Il quartiere sta affrontando un profondo cambiamento, la quiete cittadina è smossa dalla movida notturna che non si arresta al solo fine settimana, dal giovedì alla domenica piazza Saluzzo è teatro della by night torinese con i suoi schiamazzi, le urla, l'alcool e non solo. I residenti della zona hanno da sempre manifestato il loro disappunto, non sono però serviti i cartelli e gli striscioni esposti sui balconi dei condomini contro il continuo rumore dei giovani turisti della movida. La Circoscrizione 8 nel 2012 ha sperimentato la zona pedonale, vietando il transito alle auto, la soluzione si è dimostrata ottima per l'economia della movida notturna, ma poco risolutiva per la quiete del quartiere.
Gruppi di studenti si riversano per le strade, approfittando dei prezzi bassi dei cocktail bar, sporcando le strade e inquinando l'ambiente con urla e baccano.

In soccorso agli abitanti della zona è accorso anche il parroco della chiesa San Pietro e Paolo, Don Mauro, con il programma "Movida Spirituale", ogni sabato sera la chiesa resta aperta dalle 22 alle 2 come luogo d'incontro e di festa. Il prossimo sabato, primo marzo, sarà presente anche il Vescovo di Torino, Cesare Nosiglia, in risposta alle associazioni di tutela del quartiere che chiedono una maggiore attenzione da parte delle istituzioni.

Pochi giorni fa proprio nelle vicinanze di piazza Saluzzo, via Berthollet, un ragazzo è stato accoltellato in seguito ad una lite tra extracomunitari avvenuta fuori il locale Astoria, altro punto di ritrovo della mala-movida, chiuso successivamente per sovraffollamento.

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