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L'Università di scienze gastronomiche di Pollenzo,10 anni di studio contro le mode eccessive del food

università scienze gastronomiche pollenzo foto by unisg.itL'Università di scienze gastronomiche in provincia di Cuneo ha compiuto 10 anni il 19 febbraio, l'idea nata dal fondatore di Slow Food Carlo Petrini sa come formare i giovani in materia di cibo, che hanno ancora occhio per le tradizioni. Masterchef a parte.

L'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo è un'eccellenza del territorio. Come tale, gode di ottimo prestigio, sia per quanto riguarda la formazione degli studenti, sia per l'ambito di lavoro in cui si muoveranno i futuri esperti del territorio. La struttura dell'Università è quella classica, Laurea Triennale, Laurea Magistrale e Master,tutto ruota intorno alla conoscenza, prima del territorio italiano, poi delle aree in via di sviluppo. I corsi sono molteplici, si va da Scienze Molecolari, Microbiologia degli alimenti e Storia dell'agricoltura e dell'alimentazione del primo anno a Ecodesign della gastronomia e Nutrizione e dietetica del terzo, con i corsi opzionali anche dedicati alla degustazione del vino e della birra. 

Un viaggio, quello intrapreso da Slow Food, per formare giovani competenti e capaci di lavorare conoscendo bene le tradizioni, ma con un'ottica internazionale e un'approfondita ricerca sulle novità legate al cibo e alla nutrizione. L'idea di Sandro Petrini, fondatore di Slow Food, ha compito 10 anni lo scorso 19 febbraio. Il rettore Piercarlo Grimaldi ha commentato così il percorso fino ad oggi: "Ci siamo impegnati nell'arduo compito di definire i confini disciplinari della gastronomia". E ancora: "L’esito di questo lavoro sta trovando un suo primo momento di sintesi, di consolidata espressione scientifica e di comunicazione ne “Il Manifesto di Pollenzo”, che l’Ateneo presenterà e discuterà in alcuni giorni del mese di giugno dedicati a riflettere e a festeggiare la felicità dei nostri primi dieci anni di vita accademica, cogenti ai dieci anni di Terra Madre e ai venticinque di Slow Food. Uno strategico tornante, decisivo per una gastronomia liberata".

All'inaugurazione dell'Anno Accademico è intervenuta anche la direttrice Antonia Pasqua Recchia, direttamente dal Ministero dei Beni e Attività Culturali che ha sottolineato come la grande tradizione debba proseguire di pari passo con il saper creare innovazione: “Il ruolo dell’Università di Pollenzo in una strategia di sviluppo sostenibile per le comunità e per gli individui custodi di tale patrimonio è indispensabile".

Forte dei valori che accompagnano questa realtà, non manca anche un po' di notorietà televisiva. La scorsa puntata di Masterchef Italia 3 si è proprio mossa nello spazio dell'Università durante l'esterna, coinvolgendo la struttura, insegnanti e responsabili in una sfida all'ultimo piatto. Questa visita porterà fortuna al concorrente piemontese Federico Ferrero, il dottore, ancora in gara?

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