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“Stanchi di fare code agli sportelli? Coda al posto tuo”: il nuovo lavoro di 2 disoccupati torinesi

Antonio Cimiro e Valeria Mazzoni, ©La StampaIn un periodo in cui la crisi incombe pesantemente sulla popolazione, 2 torinesi poco più che cinquantenni si reinventano cercando di potere “arrivare a fine mese”, una frase che siamo ormai più che abituati a sentire. Si tratta di Antonio Cimiro e Valeria Mazzoni, 2 cittadini del Comune di Cinzano, in provincia di Torino, che da stamattina sono operativi come “sostituti alle code”.

In verità si tratta di una novità introdotta da un disoccupato milanese, Giovanni Cafaro, che ha fatto dell’incubo di milioni di italiani un mestiere. Sostanzialmente Cafaro ha iniziato a fare la coda presso sportelli postali, banche e uffici pubblici al posto dei diretti interessati, ricevendo un compenso orario. L’idea è subito piaciuta a molti impiegati che così non hanno più dovuto chiedere delle ore di permesso dal lavoro.

L’idea è piaciuta anche ad Antonio e Valeria, disoccupati di rispettivamente 52 e 55 anni, che dopo aver inoltrato centinaia di curriculum non hanno ricevuto alcuna offerta di lavoro. Infatti i due hanno dichiarato: “Alla nostra età i curricula non vengono presi in considerazione”. Eppure si tratta di gente formata e con esperienza. Valeria ha infatti lavorato per 4 anni nel mondo della ristorazione, mentre Antonio è un ex educatore.

I due, che si conoscono tramite la moglie di Antonio di cui Valeria è amica, hanno dunque tappezzato di volantini banche, uffici postali, anagrafi e ospedali di Torino e provincia, con su scritto “Stanchi di fare code agli sportelli? Coda al posto tuo”. Il cellulare ha subito iniziato a squillare e già da stamattina i due hanno fatto la prima coda commissionata presso gli uffici di Equitalia a Chivasso. Si tratta dunque di un lavoro che promette bene e che, per quanto snervante, permetterà loro di guadagnarsi da vivere. Gli attrezzi del mestiere saranno dunque 2: tanta pazienza e, speriamo per loro, tanto tempo. Infatti, Antonio e Valeria percepiscono un compenso orario pari a 10 euro. Chissà se alla fine rilasceranno una ritenuta d’acconto per prestazioni occasionali o regolarizzeranno la loro posizione con il fisco in altro modo. Intanto una cosa è certa: dalla perdita di tempo degli altri, nasce il loro guadagno.

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