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Pianezza contro i cavi promiscui dell'alta tensione: raggiunte finora 1.700 firme

traliccio dell'alta tensionePianezza, 18 febbraio 2014. Partecipazione, sensibilità, informazione: la cittadina piemontese dimostra giorno dopo giorno di non essere affatto indifferente alla calda questione inerente il ritardo nel progetto d'interramento dei cavi dell'alta tensione, dove per "alta" si intende una portata di ben 220 kv (220.000 v, da ribadire). In questi giorni piede sull'acceleratore: l'obiettivo, come si sa ormai da quasi un mese, è raggiungere le 3.000 firme per la petizione necessaria a inoltrare una protesta sufficientemente incisiva al fine di smuovere le acque melmose della burocrazia e sbloccare finalmente i lavori scongiurando il dichiarato slittamento al 2018, un futuro che sa di troppo lontano.

Pianezza Ambiente, l'associazione che ha attualmente in carico l'onere della raccolta autografi popolari, ha comunicato i dati parziali incoraggiando ulteriormente singole persone, nuclei familiari e gruppi intestini a sottoscrivere: evinte fino a oggi ca. 1.700 firme, come dire già oltre "la metà dell'opra". Questo risultato, prodotto soprattutto nei presidi costituiti davanti a scuole (in primis la diretta interessata, la Orazio Rapelli di via Musiné 26), centri commerciali ed esercizi pubblici, nonché nelle pubbliche piazze e nei mercati rionali, conforta l'amministrazione comunale a fronte di una piacevole constatazione: la gente è attiva, fuoco di parole e mano alla penna senza fronzoli né dubbi, inoltre s'informa, sparge la voce, si mobilita, discute. Il problema è sentito, fomentato da anni di silenzio, insabbiamento, lascivia e ritardi da parte di Terna e Regione Piemonte, le due principali firmatarie del famoso e controverso Accordo Programmatico del 2008. A tal proposito la notizia fresca riguarda proprio l'istituzione regionale seconda citata, che allo stato attuale della questione pare volersi scrollare un po' di colpe impolverate di dosso spronando Terna s.p.a. a sveltire le procedure cantieristiche per un beneficio comune. In sintesi, i lupi cominciano a litigare fra loro per la caparbietà del gregge di pecore. Davvero eclatante l'effetto prodotto dalla piccola rivoluzione di una cittadina di soli 15.000 abitanti che, sulla carta, doveva essere destinata a subire tacitamente i comodi dei "maior".

Intanto è caccia alle restanti 1.200 segnature a inchiostro, che si spera vengano raggiunte in tempi brevi così da poter presentare il documento di suffragio sociale al sindaco Castello, ansioso di poterlo depositare sui lindi tavoli del potere d'alte sfere.

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