Cota è Caduto

roberto cota - ansa.itLa regione Piemonte torna al voto. La sentenza del Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di Roberto Cota, Presidente della regione, dopo il giudizio del tribunale regionale che ha annullato le elezioni regionali del 2010 confermando la sentenza in primo grado, la sentenza del massimo organo giurisdizionale amministrativo è esecutiva nell'immediato.

Il Tar aveva accolto il ricorso dell'ex presidente della regione, Mercedes Bresso, contro il risultato delle regionali 2010, la lista fasulla "Pensionati per Cota" ha portato circa 27 mila voti, 9 mila di questi hanno permesso a Cota di vincere le elezioni. La lista, presentata da Michele Giovine ex consigliere regionale con Cota e ora condannato a due anni e otto mesi per falsificazione delle firme, secondo la magistratura riportava 17 firme dei candidati su 19 false.

La sentenza del Consiglio di Stato è definitiva, tra una decina di giorni verranno pubblicate le motivazioni più estese, e manda al voto, con un anno di anticipo, la regione Piemonte.
Il Presidente Cota ha risposto alla sentenza con un commento negativo al riguardo, "La sinistra vuole il Piemonte pur avendo perso le elezioni...E' un affronto ai piemontesi, che hanno espresso il loro voto chiaramente". Piemontesi che però si sono visti "scippare" la preferenza da una lista fasulla.

"E’ stata una battaglia lunga e dura...Ora i tempi per andare a votare accorpando le regionali con le europee e le amministrative ci sono tutti", ha commentato Mercedes Bresso, è quindi possibile che si torni al voto nel mese di maggio accorpando le regionali con le elezioni europee, l'ex Sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, ha commentato la vicenda anticipando la possibilità di candidarsi alla elezioni con il Pd, "ho già detto di essere disponibile a candidarmi e, se il Pd lo deciderà, anche a fare le primarie, a condizione che siano vere...Ora aspettiamo solo di conoscere le date del voto".

La sentenza della Cassazione è arrivata a novembre 2013, dopo 4 anni di andirivieni dai tribunali, e il Tar a gennaio 2014 ha legittimato la sentenza, ai giudici è servito verificare la falsità delle firme della lista di Giovine per annullare le elezioni e tornare al voto, sbagliato quindi fare un calcolo dei voti arrivati tramite le firme fasulle, come sostiene la difesa di Cota che avrebbe voluto sottrarre semplicemente i voti illegittimi e convalidare il risultato elettorale, un giochino semplice che la magistratura non ha voluto avallare e che costa a Roberto Cota la poltrona da Governatore del Piemonte.

Le beghe per l'ex Governatore leghista non finiscono qui, nel mese di aprile 2013 Cota è stato indagato per peculato, le mutande verdi acquistate coni soldi dei contribuenti non sarebbero, secondo la Guardia di Finanza, rimborsi attribuibili all'attività istituzionale, il 16 gennaio l'ex Presidente della Regione è stato rinviato a giudizio insieme ad altri 39 consiglieri.

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