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Cavi dell'alta tensione: Pianezza alla ricerca di 3.000 firme

Firma petizionePianezza, 22 gennaio 2014. Al via la raccolta firme per sollecitare Terna a iniziare i lavori per l'interramento dei cavi dell'alta tensione, un processo che urge essere concretizzato ben prima del 2018, anno troppo lontano per moltissimi cittadini la cui promiscuità ai tralicci permane latente e pericolosa.

Alcuni giorni fa il Comune era in procinto di approntare i documenti necessari alla messa a punto di un'efficace petizione con lo scopo di richiamare all'appello quanti più singoli individui e nuclei famigliari coinvolti e non dal nodoso problema: la razionalizzazione della rete elettrica a 220 kv rappresenta a oggi un obiettivo da raggiungere quanto prima al fine di infrangere un'affilatissima spada di Damocle sulla testa della comunità, afflitta e insidiata da una minaccia alla propria salute e all'integrità futura. Tutto pronto e operativo, dunque, tanto che in queste ore è l'associazione Pianezza Ambiente ad aver raccolto il testimone dalla giunta Castello per promuovere la caccia ad almeno 3.000 autografi che consentirebbero di avanzare una richiesta solida, determinata e pienamente suffragata all'azienda incaricata della manutenzione delle linee elettriche, in questo caso le famigerate T 216 e T 217, quest'ultima passante proprio sopra la scuola materna di via Musiné e fonte di preoccupazione per i genitori dei piccoli alunni.

Pianezza Ambiente agisce con un presidio per dare forma e sostanza alla petizione, chiamando tutti a sottoscriverla il giovedì mattina al mercato di piazza Leumann, il sabato mattina a quello di via Musinè (con appostamento dinanzi al centro commerciale) e tutti i giorni a partire dalle 15.30 proprio di fronte alla struttura scolastica investita dal problema della T 217, ossia la materna "Orazio Rapelli" sita in via Musiné 26. L'iniziativa entra dunque nel pieno del proprio fervore, facendo fede sulla coesione e sensibilità sociale della collettività, riunendo nella causa comune ragazzi, adulti, pensionati, esercenti, gruppi di lavoro, associazioni e circoli. Traguardo, come detto, 3.000 firme, sebbene un numero superiore di adesioni permetterebbe una maggior leva e un grido più forte.

Per chi desidera reperire le informazioni necessarie per giustificare il proprio autografo non ha che da chiedere agli addetti alla raccolta, disponibili a qualunque tipo di confronto in sede di presidio o, per i moderni internauti, anche su Facebook. E allora mano alla penna, occorre sfruttare l'occasione per farsi sentire.

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