Mini-imu Torino, esempio su come calcolarla

Calcolatrice. Fonte Flickr, utente ambro91.La scadenza della tanto discussa quanto odiata dai contribuenti mini-imu è oramai alle porte. Il 24 Gennaio prossimo scade infatti il termine per il versamento dalla tassa, prima totalmente abolita, poi riammessa in maniera quasi subdola per le città in cui si è stata modificata l’aliquota base. Il capoluogo piemontese è tra le città in cui l’aliquota nell’anno passato è stata modificata e purtroppo per i suoi cittadini anche ai massimi consentiti. Dal 4% è stata, infatti, portata al 5.75%Il governo ha disposto che venisse corrisposta la cosiddetta mini-imu per i comuni che avessero alzato l’aliquota per cui per i cittadini è stata servita la beffa. Perché diciamocela tutta per un alloggio tipo non si tratta di versare pochi spicci ma un quasi salasso.

Esempio pratico di calcolo

Ciò che va versato è il 40% della differenza tra l’imu calcolata con l’aliquota stabilita dal comune (quindi nel caso di Torino il 5.75%) e l’importo calcolato con l’aliquota base (dunque 4%). Facciamo un esempio di calcolo per un alloggio di modeste dimensioni. Partiamo col premettere che il versamento va effettuato tramite modulo F24 selezionando nel campo appositamente dedicato all’imu la voce saldo 2013. Il codice ente del comune di Torino è L219, mentre il codice tributo è 3912Compilati questi semplici campi resta ora da indicare l’importo corrispondente. Consideriamo un alloggio con rendita catastale pari a 761 euro intestata ad unico proprietario che figura residente (dunque si tratta di abitazione principale) senza figli a carico. Come prima operazione è necessario tenere conto della rivalutazione della rendita catastale stessa pari al 5% (in questo specifico caso si ottiene 799.05 euro). Il valore così ottenuto va scalato col moltiplicatore per abitazione principale, ovvero 160. Si ha quindi 799.05 x 0.16= 127.848 euro.

Si passa ora a calcolare l’importo dell’imu considerando l’aliquota massima (127.848 x 5.75 = 753.16) e l’aliquota minima (127.848 x 4.00 = 511.39). Ad entrambe le cifre va sottratta la detrazione per prima casa (200 euro) e dalla differenza tra gli importi si ottiene il valore il cui 40% è la cifra esatta da pagare. Per chiudere l’esempio tenendo conto della detrazione si ha:  753.16 -200 = 553.16 e 511.39-200 = 311.39. Sottraendo le cifre ottenute, 553.16 - 311.39= 223.74. Il risultato finale sarà appunto il 40% di 223.74 ovvero 89.50 euro. Per chi possiede dei figli a carico dovrà aggiungere alla detrazione altri 50 euro

Altre vie di calcolo automatico

Non tutti hanno voglia, tempo, modo di porsi a tavolino a fare dei calcoli col rischio di sbagliare e pagarne le conseguenze. Per tal ragione quasi ogni comune mette a disposizione un portale per il calcolo che permette di ricavare la cifra da versare. 

Resta il fatto che oltre al salasso i cittadini si trovano a dover perdere tempo per determinare l’importo da versare, per poterlo pagare e soprattutto per smaltire la rabbia.

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