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Torino e il centro pedonale, cosa potrebbe cambiare?

Torino pedonale via Roma commercianti Bike Pride foto by grupposferacasa.comLa città di Torino, dopo le proposte dello scorso anno, torna a parlare di zone pedonali. E questa volta gli interlocutori sono molti, da chi vive la città in bici e vorrebbe farlo in sicurezza e chi invece pensa a come il cambiamento potrebbe riflettersi sul commercio.

Era il settembre del 2012, quando Fassino rimandò al mittente le prime proposte di isole pedonali, per mancanza di coraggio. Secondo il Sindaco si doveva "osare di più" perchè la differenza tra le zone era troppo marcata e dalle Circoscrizioni non era arrivato tutto l'appoggio che si sperava (fonte La Repubblica).

Nuovo anno, nuova proposta che riguarda la pedonalizzazione di alcune aree, in particolare quella di Bike Pride che, in collaborazione con altre associazioni ambientaliste ( Legambiente Molecola e FIAB) ha stilato una lista di zone che potrebbero scegliere di cambiare ed adattarsi anche alle nuove esigenze di trasporto, oltre che ambientali e qualitative. 

La lista arriva dopo il gran rumore che ha seguito la proposta di rendere pedonali via Roma e via Po, non gradita dai commercianti che svolgono l'attività in queste zone. Il presidente di Confesercenti Stefano Papini frena e chiede più tempo per risolvere altri problemi come il costo dei parcheggi, rilancio del trasporto pubblico e una mediazione per mettere d'accordo tutti. Di diverso avviso Via San Donato, che si è già espressa a favore della pedonalizzazione della via (commercianti compresi). 

Insomma quello che continua a far paura è il collasso del traffico intorno alle zone pedonali, una paura che dalle associazioni viene esorcizzata così: "Ma dove passeranno poi le auto? Il problema, ricordiamo, non è dove spostare il traffico, ma come ridurlo drasticamente. E come aumentare il numero di persone, anziché quello delle auto." Di seguito la lista delle vie che potrebbero essere prese in considerazione: 

 1. Via Verdi da Via Roero di Cortanze a Via Giulia di Barolo (2 isolati). Tratto con poco traffico e alto numero di studenti e attività culturali, ricreative e di ristorazione. 

2. Via Mazzini da Via Lagrange a via San Massimo (3 isolati). Tratto di strada già in porfido con forte vocazione commerciale ma limitata da traffico e auto in sosta. Ok passaggio auto per parcheggio Pza Bodoni.
3. Via Principe Amedeo fra Piazza Vittorio e Via San Massimo. (2 isolato) Isolato con forte presenza di locali commerciali e di ristorazione (aumentati dopo il tracciamento della pista ciclabile), e una forte presenza pedonale, parallelo di Via Po.
4. Via Monferrato (isolato tra Via della Regina e Via Romani). Angolo di alto pregio, costellato da numerose attività commerciali, sfrutta male la propria posizione e inclinazione, presentandosi come una strada gravata da parcheggi e traffico.
5. Via Santa Teresa (da Piazza Solferino a Piazza San Carlo). Via fra le più penalizzate dal passaggio del traffico (a seguito della chiusura di Via Pietro Micca) nonostante la posizione centrale, l'alta presenza di attività commerciali di pregio.

Cosa ne pensano i torinesi? Potrebbe essere utile un sondaggio al contrario, ovvero scoprire se chi nei negozi compra ed entra comprerebbe lo stesso con l'idea di una zona pedonale o eviterebbe di avvicinarsi sconfortato dalla possibilità di usare il mezzo pubblico?

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