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Spese di Cota, Forconi, città più povera del Nord, a Torino un 2013 di disagio

Spese di Cota - Foto di Daniele AloisiDopo gli scandali sui rimborsi di cui il governatore della Regione Piemonte, Roberto Cota, ha abusato, le polemiche non si placano, in una Torino che sta affrontando una crisi economica senza precendenti.

Un carrello della spesa pieno di scontrini

Camminando per il centro di Torino, ieri vi sareste potuti facilmente imbattere in questa scena particolare: un carrello della spesa pieno di scontrini con un cartello rivolto a Cota e agli altri politici della "casta", con sopra scritto: "Cota & co, buon Natale! Fatevi rimborsare anche questi!", seguito da un invito per i cittadini a depositare i propri scontrini fiscali al suo interno. Al di là del simpatico gesto provocatorio, quello che è importante sottolineare è il clima di fervore, protesta e malcontento che investe ogni giorno di più il capoluogo piemontese. Non bastano disoccupazione alle stelle, cassa integrazione a giorni alterni (per chi è fortunato), il popolo di Torino ha dovuto quest'anno fare i conti anche con la mala e malsana gestione della Regione, mossa da scandali troppo grandi per essere sopportati da un popolo che lotta ogni giorno a pugni stretti contro le difficoltà economiche.

Una città in cui il disagio è palpabile

Torino e i suoi abitanti non ne possono più. In quest'ultimo anno la bella città barocca si è vista additare come città più povera del Nord, con tanto di documentario che indicava Torino come esempio delle fasce più povere del nostro Paese. Ha visto il suo 43° posto nella classifica delle città dove si vive meglio (del Sole24ore) scendere con umiliazione di ben 9 posizioni. Torino ha dovuto sopportare un aumento delle tasse impressionante, con l'invenzione in ultimo di una nuova mini tassa, la Tares, che è andata a gravare su tutti, proprietari e gente in affitto, ricchi e poveri. Gli ambulanti e i commercianti, come i piccoli imprenditori hanno dovuto lottare tutto l'anno per riuscire a capire quale spesa rimandare per prima. Ma non è tutto. Mentre la microcriminalità (nemmeno poi così tanto micro) ha cominciato a aumentare a ritmi preoccupanti (rapine, furti di auto, lampioni depredati dal rame), Torino ha dovuto assistere anche all'umiliazione più grande. Quella del tradimento. Quella dell'avere pagato a Cota (e  tanti altri come lui), cene di lusso, regali personali e addirittura le mutande verdi, in un periodo dove un gesto di questo tipo si trasforma da "schiaffo morale" a "pugnalata mortale".

I Forconi sono solo uno dei sintomi

La protesta dei Forconi, quella che tanto ha bloccato la città di Torino, è solo uno dei sintomi del profondo disagio sociale e quotidiano che la nostra città sta attraversando. Sta per cominciare un nuovo anno, la speranza non può che essere quella di radicali e profondi cambiamenti nella gestione, nella mentalità e nell'economia della bellissima città piemontese.

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