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Rubavano le borsette per poi risalire all'indirizzo di residenza: sgominata banda a Torino

Dopo le borse, tutto pronto per svuotare alloggi ©LaStampa.itÈ stata sgominata dagli agenti della stazione Borgo Po di Torino una banda di ladri di origini peruviane. A capo dell’organizzazione vi era una donna. I furti venivano eseguiti nei parcheggi di alcuni noti centri commerciali di Torino, ma anche in alcune zone auliche della città. Il tutto avveniva con il famoso trucco delle monetine.

La banda, che nel giro di pochi mesi aveva già messo a punto circa 180 furti a Torino e provincia, adescava la vittima con un trucco molto banale per attirarne l’attenzione. Il bottino preferito erano borse e borsette. Sostanzialmente i tre immigrati di origine peruviana prima sceglievano la vittima e poi mettevano a segno il colpo: un componente della banda gettava a terra delle monete che rimbalzando per terra attiravano l’attenzione delle donne appena salite in auto.  Dopo di ciò si allontanavano. E qui scattava la trappola. Le donne, sicure di non essere aggredite, scendevano dall’automobile per controllare se vi fossero realmente delle monete a terra lasciando sul sedile anteriore o sul cruscotto la loro borsetta. Era in questo momento che entrava in scena il secondo componente della banda che provvedeva a farla sparire, mentre gli altri due attendevano in macchina con il motore acceso e già pronti per darsi alla fuga. Il furto si consumava dunque in pochi secondi e quando la vittima si accorgeva di averlo subito era già troppo tardi. Ma non solo, infatti la banda di malviventi, dopo aver rubato le borsette, provvedevano a effettuare prelievi di denaro, con cifre variabili tra 1000 e 1700 euro, attraverso i bancomat e le carte di credito delle vittime. Il gioco era per loro fin troppo semplice. Infatti, estrapolavano il codice pin direttamente dal cellulare, dove generalmente viene annotato per non dimenticarlo.La refurtiva rinvenuta a casa della capo-banda, ©LaStampa.it

Dopo diverse denunce e segnalazioni, la Polizia ha intercettato e identificato la banda per poi seguirne gli spostamenti attraverso le telecamere di sorveglianza di alcune attività commerciali e banche. La banda, specializzata dunque in furti di borse e borsette, era capitanata da una donna nell’abitazione della quale è stata rinvenuta buona parte della refurtiva. Qui gli investigatori hanno trovato non solo borse e borsette, ma anche portafogli, cellulari, tablet, gioielli e trousse contenenti trucchi. Ma il dato più preoccupante è che gli agenti del Commissariato di Borgo Po hanno rinvenuto anche diverse decine di mazzi di chiavi, provenienti dalle borse rubate, abbinati alle fotocopie dei documenti d’identità, il che vuol dire che erano già pronti per eseguire nuovi furti a casa delle vittime o “venderli” ad altre bande che avrebbero poi svuotato gli appartamenti.

Infine, secondo le ricostruzioni degli investigatori, i malviventi avrebbero eseguito diversi furti anche in bar e alberghi di Torino portando via ai clienti borsette e portafogli, ma anche computer portatili.

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