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Torino, investito da un pirata della strada (ancora in libertà) muore dopo due anni di coma

Fiore in strada. Fonte Flickr, utente matte0ne.A due anni dal giorno dell’incidente è morto dopo essere stato per tutto il tempo in coma. Come spesso accade non si è trattato di un incidente normale bensì dell’investimento di uomo di 65 anni, Antonino Ellandri, investito da un pirata della strada. Il lungo calvario dell’uomo che in tutto questo tempo non ha mai ripreso conoscenza. Il tragico episodio avvenne in strada Barauda, un’arteria che collega Moncalieri con la Loggia. L’uomo fu investito il primo Luglio del 2011 mentre, uscito dal suo alloggio, si apprestava a fare una tranquilla passeggiata. Gli piaceva tenersi in forma effettuando lunghe passeggiate spesso sulle sponde del fiume Chisola. Non è mai tornato da quella passeggiata. Il suo corpo agonizzante è stato trovato da un automobilista che si è subito reso conto della gravità della situazione. Antonino aveva una gamba fracassata e versava in gravi condizioni. Il suo investitore? Come spesso accade spinto forse dalla paura è scappato senza soccorrere il pover’uomo. È passato tanto tempo ma il pirata non ha ancora un nome.

Le indagini degli inquirenti. Nessun indizio importante.

Sul luogo gli inquirenti non hanno trovato tracce di carrozzeria. Solo un’ impronta di pneumatico, troppo poco per risalire al proprietario di una vettura. Le indagini si sono allora concentrate sulle auto sopraggiunte nel luogo dell’incidente in quanto dalla scoperta del corpo di Ellandri alla segnalazione al 118 il tempo trascorso era sembrato sospetto. Le vetture sono state tutte analizzate ma non è stato trovato nulla. La strada che è stata teatro dell’accaduto è una strada non molto trafficata, solo chi vive in quell’area usufruisce di quel collegamento.

Gli appelli del parroco e della famiglia

Il parroco della comunità, Don Marini, lancia un appello affinché questa triste storia non finisca nel dimenticatoio e chi sa qualcosa cerchi di non vivere nell’omertà. La famiglia chiede giustizia. La moglie Liliana, assieme alle figlie Simona e Desirè hanno assistito al calvario di Antonino e si chiedono come possa un uomo che ha distrutto la vita di una tranquilla famiglia guardarsi con serenità allo specchio. È una domanda che facciamo anche noi, sperando di poter trovare presto chi vive con la coscienza sporca.

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