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I forconi non si arrendono: sciopero a oltranza. Forti disagi a Torino

© Copyright ANSAI cittadini sono stanchi. Troppi disagi e colpi bassi a scapito della cittadinanza da parte dei forconi. Sono queste le motivazioni che hanno scatenato a Torino la “contro protesta”. si sono radunati circa un’ora fa in Piazza Palazzo di Città “per non lasciare le strade in mano ai Forconi”, questa è la motivazione che si può leggere nella pagina Facebook dell’evento. Queste le parole dell’organizzatore, Tommaso Bobbio:«Perché la crisi economica non ci renda tutti più barbari. Cittadini che non ne possono più di vedere la loro città in balia di intimidatori e ricattatori. Ci troviamo stasera, almeno per esserci, in strada, per ritrovare coraggio tutti insieme. Ci sarà uno striscione, con scritto TANTI, UNITI, PACIFICI. Ci troviamo là, ci parliamo, stiamo appunto uniti e testimoniamo tranquilli. Chi le ha e chi vuole porti delle candele. Quanti siamo siamo, la cosa importante è, se ce ne saranno, non rispondere alle provocazioni, non farsi spaventare, non reagire».

A Pinerolo, già nel pomeriggio, è stata avviata una “protesta contro la protesta”, con una manifestazione, alla quale ha preso parte anche il sindaco Eugenio Buttiero con tutta la giunta comunale, contro i blocchi e le barricate operate dal movimento dei forconi.

Diversi oggi i momenti di tensione a Torino. Stamani alla protesta dei Forconi si sono uniti diversi gruppi di studenti che sono partiti in corteo per le vie del centro, spostandosi successivamente verso via Cernaia. È stata poi bloccata nuovamente la stazione ferroviaria di Porta Nuova dove anche la metropolitana è rimasta fuori servizio per più di un’ora. Inevitabile, e ormai fisso, il presidio di piazza Castello, dove dinnanzi al Palazzo della Regione un rappresentante dei forconi ha lanciato il seguente appello: «Applaudire la polizia perché loro sono con noi e sono cittadini come noi. La nostra manifestazione è contro questi politici. Noi manifesteremo ad oltranza perché abbiamo pazienza. E prima o poi loro si decideranno a scendere».

Intanto verso le 12,30 un corteo ha bloccato corso Regina Margherita all'altezza dei Giardini Reali, dove è stato fatto scoppiare un grosso petardo. Il corteo si è poi diretto verso la tangenziale. Le proteste sono poi continuate nel pomeriggio quando è “tornato vivo” il presidio di piazza Pitagora con nuovi blocchi. Anche piazza Vittorio Veneto è stata poi invasa dai manifestanti che si sono radunati per poi partire in corteo alla volta di piazza Castello. Una volta partito, il corteo è stato accolto in via Po con secchiate d’acqua lanciate da alcune finestre. I manifestanti hanno portato a termine il corteo fino a piazza Castello, sventolando numerose bandiere tricolore e "non passa più nessuno". Dopo qualche momento di tensione davanti al Palazzo della Regione, dove sono anche state lanciate delle bottiglie piene d’acqua, uno dei coordinatori della protesta ha invitato la folla a spostarsi dal lato opposto della piazza pronunciando da un microfono le seguenti parole: «I non violenti vengano da questa parte. Non facciamoci strumentalizzare da pochi che vogliono solo fare casino. Non facciamo il gioco di chi vuole dividerci». A quel punto la situazione si è placata. Anche domani e nei prossimi giorni sono previste manifestazioni a oltranza.

Intanto anche oggi sono stati fermati e portati in questura alcuni manifestanti. La Procura della Repubblica di Torino, in merito agli episodi di questi giorni, sta meditando di agire per i reati di devastazione e saccheggio. Infatti sono già state avviate delle indagini relative agli episodi avvenuti in questi 3 giorni di protesta e ha aperto un fascicolo a carico di ignoti.

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