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Italia paralizzata dai Forconi: cosa è previsto a Torino?

©Il Giornale del SudAnche a Torino, come nella quasi totalità delle città italiane, si sta organizzando un momento di protesta per lunedì 9 dicembre. Si tratta di una lotta non politica, una ribellione da parte dei normali cittadini che sono ormai troppo stanchi di uno Stato assente e mal governato. È stata infatti annunciata l’auto-convocazione, a livello nazionale, di comitati di lotta che invitano all’istituzione di presidi, di blocchi stradali. Queste le parole di Cristian Rota, uno dei leader della manifestazione: «Sarà una manifestazione apartitica e apolitica, né di destra né di sinistra. Siamo cittadini che vogliono un’Italia nuova. Credo che avrà successo, vedremo».

Intanto nel capoluogo piemontese sono organizzati 3 punti di ritrovo e presidio: il primo alle ore 5,30 in piazza Derna, il secondo alla stessa ora in piazza Pitagora e l’ultimo alle ore 9,00 in piazza Castello. Ma la manifestazione è organizzata soprattutto attraverso i social network, è quindi possibile reperire tutte le informazioni utili su un’apposita pagina Facebook, “Info 9 dicembre Torino”, dove è riportato integralmente il programma con i relativi punti di ritrovo.

Il problema è che al momento la questione risulta molto strumentalizzata soprattutto da gruppi di estrema destra e movimenti neo-fascisti. Tra l’altro, starebbero girando dei volantini con minacce e intimidazioni nei confronti dei commercianti che potrebbero decidere di non aderire alle proteste, tanto da allarmare alcuni enti di categoria, come Cna, Cia e Confagricoltura che, allarmati, hanno scritto al prefetto. Ma i “Forconi”, agricoltori, autotrasportatori, ambulanti e tassisti, fanno sapere che la loro sarà una protesta organizzata e non violenta.
Il portavoce dei Queste le dichiarazioni del portavoce Andrea Zunino al quotidiano “La Repubblica”: «Non faremo barricate e non bloccheremo le strade, a Torino ci saranno tre presidi fissi, per rallentare il traffico e consegneremo a passanti e automobilisti volantini per invitarli a scendere in piazza». Poi ha continuato spiegando che i “Forconi” sono semplici cittadini, senza partiti e senza bandiere, il cui simbolo distintivo è il tricolore. Alla domanda del giornalista Gabriele Guccioni sul perché della protesta, Zunino ha risposto: «C'è una grande fetta di popolazione italiana, la parte più debole della società, che patisce e sta pagando le conseguenze di una situazione che non è più accettabile. Persone che non hanno più fiducia in questa classe politica, e che vogliono dare una scossa al Paese, invitando l'Italia a scendere per strada. Non è pensabile non fare niente, quando ci sono persone anziane costrette a rovistare nei cassonetti dei mercati. Questa protesta è una prima fase, lo sappiamo bene, bisognerà capire quali strumenti potranno essere usati».

Poi, in merito alle voci sulle intimidazioni ai commercianti ha chiarito che si tratta di altri gruppi esterni al movimento dei forconi che anzi ha garantito proprio ai commercianti massima solidarietà: «Non posso escludere che altri gruppi si lascino andare ad atti violenti o intimidatori, ma non noi. Tanti hanno capito che c'è un movimento popolare importante che sta nascendo, gente comune che non aderisce a partiti o sindacati, che ha deciso di dire basta, e stanno cercando di cavalcarlo, di sabotarlo o di infiltrarsi. Non abbiamo nessuna intenzione di creare danni, protesteremo in maniera pulita e ordinata. Non ci saranno disordini, abbiamo redatto un codice etico e predisposto un servizio d'ordine. Alla riunione dell'altra sera alcuni esercenti ci hanno detto che non potrebbero chiudere nemmeno per uno o due giorni senza rischiare di fallire. Li abbiamo rassicurati: manifesteremo noi per voi. Noi lottiamo per i piccoli esercenti, che sono allo stremo. Sarebbe idiota taglieggiare proprio chi vogliamo difendere. E chiederemo alla Questura di allontanare persone che cercheranno di infiltrarsi, centri sociali, forze politiche, cercando magari un atto violento. La Questura non vuole disordini e non li vogliamo neanche noi. Sia chiaro che ogni possibile disordine non verrà da parte nostra».

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