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Fedele in tutto e per tutto alla Lega, Cota acquista un paio di mutande verdi, ma con i nostri soldi!

Il Governatore della Regione Piemonte, Robreto Cota, ©La Repubblica E dopo le indagini ormai avviate dalla Procura della Repubblica di Torino sulle “spese pazze” effettuate dal Governatore della Regione Piemonte, Roberto Cota, arrivano nuovi casi di rimborso con soldi pubblici. Sembrerà strano, ma il Governatore del Piemonte, durante un viaggio negli U.S.A. ha sentito la necessità di acquistare un paio di boxer di colore verde. E così dopo un pomeriggio alla ricerca della tonalità più vicina a quella del suo partito, ne ha acquistato un paio di color kiwi, che ha poi sfoggiato in spiaggia. Al ritorno in Italia ha ovviamente chiesto un rimborso, corrispondente a 40 euro, che è subito arrivato nelle sue tasche. Beh, probabilmente Cota si sente uomo di politica fino nell’intimo. Dagli atti acquisiti dalla Procura di Torino, figura dunque il rimborso di un articolo, “Chappytrunk, kiwi, taglia L”, acquistato dal Governatore nel famoso store americano “Vineyard vines”. Era l’estate del 2011 e oltre alle mutande, il Governatore si è fatto rimborsare anche un “pranzo politico”. Questo è quanto dichiarato da Cota ai pm Enrica Gabetta, Giancarlo Avenati Bassi e Andrea Beconi: «Ho frequentato un corso intensivo d’inglese a Boston, e ho pagato tutto io: viaggio e permanenza. Pur essendo un’attività necessaria alla mia formazione politica…Nella giornata di sabato sono andato a visitare il Mit (Massachusetts Institute of Technology), contattando alcune persone che lavorano lì: potrebbe esserci una spesa relativa a un pasto con loro». In effetti non manca lo scontrino da 10 euro in un bar&grill, relativo a sabato 6 agosto. Ed è proprio dopo il pranzo che il Governatore Cota ha deciso di acquistare i famosi boxer verdi.

Ma non finisce qui, infatti, attraverso gli scontrini, è possibile riscostruire le vacanze di Cota nell’estate 2011: c’è uno scontrino da 2,30 euro speso al bar dello stabilimento balneare Blue Bay Arcadia di Serra Spotorno, in provincia di Savona, il 30 giugno, giorno in cui avrebbe dovuto essere in missione a Bruxelles. E ancora pacchi di sigarette, spazzolino e dentifricio acquistati all’aeroporto di Fiumicino e rimborsati con soldi pubblici.

Intanto continuiamo ad assistere alla bufera politica che in questi giorni ha dato tanto a giornali e social network: dalla maggioranza politicamente allo sbando alle risse in Consiglio Regionale, dagli striscioni ai cartelli satirici. Proprio ieri mattina una donna ha interrotto i lavori del Consiglio Regionale gridando  «Vergogna!» e sfoggiando un cartello con scritto: «Occupy consiglio regionale: i vostri rimborsi sono uno schiaffo alla nostra povertà». Segno evidente che la popolazione è ormai stanca non solo della brutta politica, ma soprattutto dei suoi sprechi. Ma il Governatore Cota è sicuro di se e scrive su Facebook: «Ho visto che in Consiglio Regionale è andata in onda l’ennesima strumentalizzazione messa in campo dal Pd. Ovviamente questo mi dispiace, ognuno faccia come vuole. C’è chi lavora per distruggere e invece chi lavora tutti i giorni per costruire, soprattutto nei momenti difficili»

Cosa emergerà ancora dall’inchiesta sulle “spese pazze” della politica? Perché la maggioranza comincia a traballare man mano che emergono nuovi particolari? E soprattutto, perché noi cittadini dovremmo pagare viaggi e prodotti a uso privato del nostro carissimo Governatore? Sono queste le domande che attanagliano i contribuenti che a stento arrivano a fine mese. E mentre le famiglie diventano sempre più povere, il Governatore del Piemonte, Roberto Cota, continua a parlare di “gogna mediatica”.

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