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Razionalizzazione rete elettrica a 220 kv: se non ora, quando?

la linea elettrica T216 a PianezzaCrisi economica, collasso politico, dissensi sociali e lotte No Tav hanno nel tempo relegato in secondo piano (per non dire terzo) alcune problematiche che interessano molto da vicino il territorio piemontese, in particolare il capoluogo torinese e l'hinterland circostante. Una delle nodose questioni affrontate "con lentezza vergognosa" riguarda la tanto ambita (e fondamentale) razionalizzazione della rete elettrica, decisa secondo un accordo programmatico risalente al 2008 e stipulato dalla Regione Piemonte e Terna s.p.a, l'azienda che gestisce di fatto le strutture legate alla fornitura di energia.

Lente d'ingrandimento su Pianezza, il cui centro urbano è letteralmente attraversato da linee elettriche pericolosamente promiscue a molteplici abitazioni che risentono, di fatto, dell'influenza invasiva dei campi elettromagnetici generati dai cavi conducenti un'energia ad alta tensione, più precisamente a 220 kv (220.000 volt secondo matematica e immediata commutazione). la linea elettrica T216 a PianezzaNel 2007 era stata svolta una valutazione ambientale strategica sugli elettrodotti al fine di rilevare un qualche tangibile pericolo per la salute collettiva dei cittadini: da tale indagine si era evinta l'urgenza di procedere a una messa in sicurezza delle suddette linee, intervento coincidente con la necessità di progettare un complesso interramento dei cavi, atto a evitare la deleteria dispersione di energia dovuta a collegamenti non più idonei in sospensione e dunque inadeguati ai flussi di potenza che transitano su di essi. Fermo restando che la reale urgenza della modifica strutturale sussiste tacita dal 2003, il Protocollo d'Intesa del giugno 2009 a tutela della realizzazione effettiva del progetto sembra non essere stato completamente rispettato ma, anzi, flagellato da preliminari ritardi autorizzativi seguiti, una volta sbloccati, da altrettanti ritardi esecutivi non ben definiti. Risultato: nel 2013 gran parte dei lavori in Città annaspano in alto mare mentre in provincia nemmeno sono incominciati. Si tratta dunque di un gap abissale sul quale non pare imminente una risoluzione.

i cavi vicino alle abitazioniA Pianezza l'amministrazione comunale guidata dal sindaco Antonio Castello, conscia della criticità estesa anche a molte altre cittadine quali Alpignano, Rivoli e Grugliasco, dal 2012 si prodiga nel sollecitare costantemente il processo di messa in sicurezza: tre lettere nel solo anno citato sono state inviate a Terna e alla Regione con l'intento di richiedere aggiornamenti inerenti il famigerato progetto d'interramento cavi. Quella del maggio 2012 ha trovato risposta due mesi dopo, nella quale si dichiara quasi conclusa la cosiddetta "Fase 1", con completamento slittato al 2014-15 e fine lavori generali non prima del 2017-18. Nel settembre 2013 l'ultimo sollecito inoltrato a Terna s.p.a. ha riscontrato un ulteriore ostacolo ai cantieri aperti a Torino, vale a dire il presunto ritrovamento nei pressi del Parco Pellerina di alcuni reperti archeologici, causa di nuovi ritardi. Pianezza pende proprio da questi cantieri, da cui i lavori dovrebbero procedere fino a raggiungere in post-fase tutti i comuni in prima e seconda cintura.

La giunta Castello esprime preoccupazione soprattutto in riferimento alla linea T217, promiscua alla Scuola Materna Statale "Orazio Rapelli" di via Musiné, a suo dire troppo esposta in riferimento alla presenza di bambini la cui salute deve essere nella maniera più assoluta preservata. Da non sottovalutare, poi, la linea T216, più marginale e periferica ma comunque inficiante l'incolumità di tutti coloro che abitano in prossimità dei tralicci. A fronte delle tempistiche troppo dilatate e sulle quali pesano colpevolmente informazioni fallaci, fantomatiche rassicurazioni e ben poca chiarezza, l'amministrazione comunale esprime la volontà di approfondire ancora una volta la questione avviando una serie di procedimenti volti a ottenere non uno scontro ma un incontro risolutivo con gli enti incaricati dei lavori per riportare il progetto alle condizioni cronologiche originali non viziate da inutili polemiche dispersive e controproducenti.

Seguiranno importanti sviluppi.

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