Bancomat clonati, Torino nel mirino

Bancomat clonatiBancomat clonati. Se ne sente parlare in televisione di tanto in tanto e sembra un fenomeno lontano, di cui non preoccuparsi. Fino al giorno in cui capita a Torino, in uno sportello bancomat dove vai spesso anche tu, e allora ti poni qualche domanda.

Lo sportello incriminato

E' successo la sera di domenica 10 novembre. Un'azione di routine, che si esegue ormai nel più meccanico dei modi, senza dubbi ne' problemi. La vittima entra nello stanzino creato appositamente per il prelievo dei soldi in zona San Salvario. "Bello, c'è pure la musica" pensa. Inserisce il postamat, digita il pin, schiaccia i pulsanti di conferma richiesti e intasca i soldi. Niente di sospetto, di strano forse solo la sensazione dell'aver dovuto spingere con un po' più di convinzione del solito la tessera nella fessura, ma niente di così sospetto.

La chiamata dall'ufficio frodi delle Poste Italiane

Un paio di giorni dopo l'aver prelevato i soldi la vittima dell'odioso crimine dei bancomat clonati, riceve una chiamata dall'Ufficio Frodi delle Poste Italiane. "Signor Rossi, è stato lei fare una ricarica da 1196 euro su un postapay con i soldi del suo conto corrente?". La risposta chiaramente era negativa. Fortunatamente quando si tratta di importi così alti vengono effettuati gli adeguati controlli e, sebbene il denaro sia stato trasferito da postamat a postapay, entrambe le carte sono state bloccate, evitando così ai delinquenti di poter usufruire del denaro rubato.

Il modus operandi

Era già stato riportato dai giornali lo scorso luglio. Bancomat milanesi e torinesi presi di mira da una coppia di Rumeni. Il loro piano era infallibile. Muovendosi da una città all'altra sceglievano uno sportello bancomat e inserivano nella macchina un congegno chiamato "Skimmer". Tramite questo marchingegno tutti i dati relativi alla carta dello sfortunato "prelevatore" erano nelle mani dei criminali. Tornati a casa, il resto del lavoro poteva essere fatto con un semplice computer. I dati rubati venivano inseriti nelle nuove carte clonate, già predisposte all'uso. Anche nel caso di domenica scorsa è stato probabilmente usato lo stesso procedimento. Fate comunque anche attenzione a coprire con una mano il vostro pin nel momento in cui lo digitate sulla tastiera. Un altro modo di subire frodi di questo tipo avviene infatti attraverso l'uso di telecamere nascoste, pronte a rivelare i vosri dati ai malviventi. Infine esistono delle tastiere create appositamente per carpire i codici segreti che vengono posizionate sopra la tastiera classica.

Come tutelarsi dal crimine dei bancomat clonati

Fate sempre attenzione e guardate con cura lo sportello bancomat in cui prelevate. Se riscontrate anomalie nella fessura dove si inserisce la tessera o nella tastiera, non procedete al ritiro dei soldi e segnalate i vostri sospetti alla banca o all'ufficio Postale in questione. Un particolare riguardo va posto nei confronti di quelle carte che permettono movimenti internazionali. 

 

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