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Frammenti spaziali potrebbero cadere sul Piemonte nella notte tra domenica 10 e lunedì 11 novembre

Il satellite "Goce", ©EsaSta facendo il giro del web e delle televisioni la notizia che il satellite “Goce” sta per cadere sulla terra. Goce, lanciato in orbita dall'Agenzia spaziale europea nel 2009, è un satellite realizzato sotto la guida dalla Thales Alenia Space Italia di Torino per mappare il campo gravitazionale della Terra, fornendo i dati necessari per migliorare le conoscenze sulla circolazione degli oceani e lo spostamento delle masse continentali. Si tratta di una grande conquista tecnologica, a detta di molti, anche dal punto di vista estetico. Goce, quando fu lanciato in orbita, pesava quasi una tonnellata e presentava una lunghezza di 5,2 metri. Ma da qualche mese sta scendendo di quota. Al momento è in orbita a circa 160 km dalla Terra, dove si sta scaldando a causa del contatto con l’atmosfera stessa e, man mano che scende di quota, diventerà sempre più incandescente fino a disintegrarsi. È molto probabile infatti, secondo quanto rilevato dall'Agenzia Spaziale Europea (Esa) che la sua esplosione in quota provochi la caduta di diversi frammenti al suolo nella notte tra domenica 10 e lunedì 11 novembre. Il problema è che non possibile determinare il punto esatto dove i detriti, pezzi di satellite da circa 100 kg ciascuno, finiranno a causa del suo moto di caduta a spirale. Le probabilità che i frammenti di satellite cadano sulla terra ferma sono molto basse, ma, se ciò dovesse accadere, il nostro paese ne sarebbe coinvolto. Secondo le proiezioni dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), l’impatto potrebbe infatti interessare l’Italia in 3 finestre orarie ben circoscritte: «dalle 8,26 alle 9,06 di domenica 10 novembre, coinvolgendo potenzialmente il Centro-Nord (Valle d'Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige, Emilia-Romagna, Toscana, Sardegna); dalle 19,44 alle 20,24 sempre di domenica interessando potenzialmente i territori di Valle d'Aosta, Piemonte, Liguria e Sardegna; dalle 7,48 alle 8,28 di lunedì 11 novembre, periodo per il quale non sono ancora disponibili informazioni». Sono questi i motivi che hanno spinto la Protezione Civile a invitare la popolazione delle aree potenzialmente a rischi a preferire i luoghi chiusi e, se possibile, i piani più bassi degli edifici. Tra l’altro, la Protezione Civile ribadisce che «non esistono comportamenti di autotutela codificati in ambito internazionale da adottare a fronte di questa tipologia di eventi».

 

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