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Lunedì nuovo sciopero del trasporto pubblico, nuova odissea per i pendolari di Venaria

Fiancata bus GTT Torino. Fonte Flickr, utente hakzelf.Nuovo sciopero del trasporto pubblico all'orizzonte. Per il prossimo lunedì (28/10) è stato indetto, dalle sigle FILT CIGL, FIT CISL, UIL TRASPORTI, FAISA CISAL e UGL uno stop alla circolazione di 24h del mezzi pubblici. Gtt ha annunciato la sua adesione, garantendo però il servizio sia urbano che suburbano (comprendendo le corse della metropolitana) nelle due consuete fasce protette, ovvero dalle 6 alle 9 del mattino e dalle 12 alle 15Inoltre, sono state sospese le limitazioni alla ZTL centrale, ad esclusione ovviamente delle corsie preferenziali degli autobus, alle zone pedonali e nella ZTL del Valentino. Come ogni sciopero del trasporto pubblico che si rispetti anche in questo caso i disagi ai pendolari cittadini e non solo sono assicurati. In particolare un problema che si verifica da anni e che ancora oggi provoca le ire dei viaggiatori è quello che riguarda le linee 11 e 77. Nelle giornate di blocco del servizio pubblico, nel tratto Altessano – Corso Grosseto i bus in questione rimangono praticamente incolonnati sulla corsia preferenziale dietro i tram vuoti in uscita dal deposito di via Berino.

L'odissea di chi da Venaria si sposta a Torino con le linee 11 e 77

Per direttiva gli autisti dei mezzi non sono autorizzati a spostarsi dalla corsia preferenziale, questo significa che gli sfortunati passeggeri si trovino costretti a rimanere fermi anche 40-45 minuti, con scene di ribellione e nervosismo conseguenti. Alcuni autisti esasperati dalle richieste dei pendolari si spostano e riescono così a partire, ma non sempre purtroppo visto che la maggior parte si attiene alle regole. La fila che si crea e che in certe occasioni raggiunge il cavalcavia di corso Grosseto crea anche disagi alla circolazione generale. Molte vetture, infatti, non riescono ad uscire dai propri garage in quanto bloccati dai mezzi GTT. Ci si chiede per quale ragione non si concede agli autisti di spostarsi dalla corsia  durante gli scioperi evitando di creare un disservizio a chi comunque paga l’abbonamento in lauto anticipo. I cittadini che già subiscono un torto, perché di fatto si trovano senza mezzo di trasporto per parecchi giorni l’anno (considerando l’enorme quantità di stop dei mezzi pubblici ndr), subiscono un ulteriore smacco. Le fasce protette che dovrebbero essere garantite, per questo specifico caso non lo sono o lo sono parzialmente, quindi non in maniera conforme a quanto dovuto. Oltretutto la stessa scelta delle fasce protette è assolutamente discutibile. I lavoratori che si spostano coi mezzi riescono ad arrivare sul luogo di lavoro ma come possono tornare a casa? Purtroppo o per fortuna l’orario di lavoro non è quello del tipico dipendente pubblico che esce prima delle 15. Il lavoratore tipo che termina il proprio orario di lavoro dopo le canoniche 8 ore (dopo le 17 dunque ndr), spesso non sa come tornare indietro. Forse ci si dovrebbe prendere qualche ora di permesso?

La testimonianza

La testimonianza di Maura Verra, una pendolare che da anni vive in prima persona la  vicenda ci racconta una delle sue avventure: “ Una mattina esasperata dalla situazione ho chiesto all’autista di sorpassare i colleghi sulle vetture vuote e garantire il servizio, mi risponde che io parlo solo perché ho la lingua in bocca. Chiamo allora la centrale e l’operatore mi risponde in termini che non si addicono proprio ad un’azienda professionale (evitiamo di riportare la battuta). Al di là dell’educazione di cui tutti dovrebbero essere dotati ma che comunque dipende dalla persona, mi domando: ma a cosa servono le fasce protette se poi in quelle poche ore di servizio i mezzi non viaggiano come dovrebbero? In caso di necessità (incidenti, manifestazioni, ingorghi) gli autisti escono dalle corsie preferenziali perché in queste occasioni non lo fanno?”.

Non si mette in discussione il valore dello sciopero, è una conquista di tutti i lavoratori e in quanto tale deve essere preservato, ma se si garantiscono le fasce protette queste devono essere modulate per venire incontro alle esigenze dei propri clienti (perché di clienti si tratta ndr) e non solo per dare un’idea di pura circostanza .

Ci si augura che chi di dovere intervenga in difesa di chi si sente un po’ preso in giro. Continueremo a seguire la vicenda che già lunedì, siamo certi si arricchirà di un nuovo capitolo.

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