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Torino, il 15% delle multe al Piano Ciclabilità Urbana

bici torinoIl 26 maggio 2013, in occasione del Bike Pride che aveva riunito ben 30 mila appassionati della due ruote a pedali, era stata avanzata una richiesta per concretizzare e attuare il famigerato Bici Plan, ovvero il Piano della Ciclabilità Urbana volto a migliorare e mettere in sicurezza piste ciclabili, spazi dedicati nonché prolungare diversi percorsi al fine di concedere più respiro agli amanti della bicicletta tutelandoli dalla voracità caotica del traffico automobilistico.

Pare che tale richiesta abbia sortito gli effetti sperati soprattutto nell'ambito delle anticamere politiche, tanto che essa verrà approvata sotto forma di emendamento lunedì 14 ottobre direttamente in Consiglio Comunale. L'Amministrazione ha dunque deciso, in virtù dell'operosità delle divisioni Ambiente e Viabilità del Comune di Torino, di prodigarsi in sensibili investimenti da riversare interamente sul suddetto Piano. Ci sono voluti ben due anni di discussioni, accordi, tentennamenti, ma alla fine la città ha detto sì, muovendo un passo decisivo verso la piena vivibilità del centro urbano, intendendo con esso anche le zone periferiche.

Il Bici Plan include importanti emendamenti promulgati dai consiglieri della II e VI Commissione Comunale, tra i quali si distingue eclatante la misura che sancisce la destinazione del 15% degli introiti ricavati dalle contravvenzioni al Codice della Strada, quota che, a ogni modo, non dovrà essere inferiore ai 2 milioni di euro annui. Tale decisione va a smentire con prepotenza le accuse di alcuni cittadini rivolte al Comune, additato come meschino approfittatore e defraudatore delle tasche dei guidatori.

Tuttavia non c'è trucco e non c'è inganno: le multe verranno realmente tradotte in interventi utili a preservare le gli spostamenti e le gite cittadine dei numerosi ciclisti - bambini, giovani, adulti e senior - desiderosi di assaporare la città "dal vivo", non filtrata dal parabrezza e dai finestrini dell'auto, sempre più demonizzata in quanto a inquinamento, uso inflazionato e pericolosità (la comodità, va ammesso, resta però il valore aggiunto e indiscutibile).

Si ribadisce - rimarcando il detto latino "Repetita iuvant" - che la proposta lanciata dall'associazione Bike Pride verrà approvata in via definitiva il 14 ottobre 2013 e resa pienamente attuabile a partire dal giorno successivo, tenendo comunque conto dei dovuti tempi di realizzazione e gestione, che si sa non fanno rima con brevità.

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