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Alla Continassa le prostitute costruiscono il “villaggio del sesso a pagamento”

Ancora polemiche dall’area della Continassa, i circa 180mila metri quadri dove sorgerà la nuova sede dello Juventus club con i suoi nuovi campi da calcio. Infatti, al grosso problema dei felini e delle famiglie rom “sfrattate” dalla cascina Continassa su ordine del Comune di Torino, si aggiunge anche quello della sicurezza.

Proprio i rom che vivevano alla Continassa, una volta cacciati, hanno cominciato a vagare per le strade del quartiere Vallette di Torino. È stato infatti necessario un intervento della protezione civile che ha ospitato nei propri tendoni donne e bambini. Ma il fenomeno dello sgombero della cascina ha prodotto una reazione inaspettata anche da parte delle prostitute che “esercitano” proprio in quella zona. Non avendo più un tetto sotto cui stare, si sono armate e hanno costruito un vero e proprio villaggio del sesso a pagamento, una serie di baracche dislocate nell’area intorno alla Continassa, alle spalle dell’Arena Rock. Sono infatti aumentate negli ultimi anni le presenze di prostitute nel quartiere Vallette. Si tratta per lo più di ragazze provenienti dall’Europa dell’est, di cui circa 30 lavorano tutti i giorni tra via Pianezza e via Druento.

Sono proprio loro a raccontare come hanno messo in piedi il “villaggio del piacere”, un’alcova del sesso che si consuma in baracche di cartone, compensato e alti materiali racimolati qua e là. E dunque li le prostitute accolgono e intrattengono i loro clienti in baracche di fortuna tirate su con meno di 40 euro.  All’interno delle baracche del piacere, circa una decina nascoste tra alberi e cespugli, si trovano brande o letti o divani, uno specchio, dei profilattici e dei vestiti di ricambio per prepararsi al cliente successivo.  Uno standard che si ripete baracca dopo baracca. Una di loro chiama addirittura il suo rifugio “la mia villetta”. Immediate e abbastanza comprensibili e condivisibili le proteste da parte di chi vive nel quartiere.

Gli abitanti delle Vallette sono infatti stanchi di condividere il loro territorio con le prostitute e chiedono al Comune più controlli. Esigono uno stop del cosiddetto “tour del sesso a pagamento” dove i clienti sono spesso anziani in bicicletta, ma anche professionisti affermati che arrivano tra le prostitute a bordo di macchine costose per concedersi qualche minuto di passione durante la pausa pranzo. Insomma una situazione che i cittadini non riescono più a sopportare anche perché va avanti tutti i giorni dalle prime ore del mattino fino a notte fonda. 

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