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Torino: ancora Epatite A nei frutti di bosco surgelati. Sotto accusa "La Valle degli Orti"

Rinvenuto un nuovo caso di Epatite A nelle confezioni surgelate di frutti di bosco. A lanciare l’allarme è stavolta Coldiretti che chiede di «rendere obbligatorio l’indicazione di origine sul prodotto». Infatti, proprio a Torino sono diversi i casi riscontrati all’inizio di settembre.

Ma il fenomeno non si è ancora arrestato. Ieri sarebbe infatti stato rintracciato il virus dell’epatite A in alcune confezioni di frutti di bosco della marca “La Valle degli Orti”, marchio commercializzato da Buitoni, ma di proprietà Nestlé. E proprio il grande colosso multinazionale, Nestlé, garantisce di aver già condotto tutte le analisi opportune sul prodotto, ma di non aver riscontrato alcuna traccia del microrganismo. Diversa è invece la versione del Corpo Forestale dello Stato, incaricato di effettuare alcuni accertamenti sul territorio dal pm Raffaele Guariniello, titolare dell’inchiesta già avviata lo scorso agosto. Dalle analisi sarebbe emersa la presenza del virus all’interno di alcune confezioni in vendita presso un supermercato di Torino, ma proveniente da uno stabilimento della provincia di Parma. Il lotto incriminato sarebbe il numero 3144088803 con data di produzione 24 maggio 2013 e scadenza a maggio 2015. Nestlé dal canto suo chiede che gli esami vengano ripetuti per eliminare qualsiasi dubbio sull’eventualità che i risultati delle analisi ottenuti dal Corpo Forestale sia un “falso positivo”. Inoltre, l’azienda si dichiara pronta a collaborare con le forze dell’ordine “a massima tutela dei consumatori stessi”. Intanto continuano le indagini a campione disposte dal pm Guariniello e le indagini sulla provenienza dei prodotti con delle rogatorie richieste nei rispettivi paesi di origine: Canada, Polonia, Bulgaria ed Ucraina. Sulla questione interviene anche Coldiretti che ha emanato un comunicato stampa dove si legge: «Di fronte ad una escalation di allarmi alimentari provenienti dall’estero è necessario rendere obbligatorio al più presto l’indicazione di origine sulle etichette di tutti gli alimenti a cominciare dalla frutta trasformata. L’importante lavoro di accertamento effettuato dal corpo forestale incaricato degli accertamenti dal procuratore aggiunto Raffaele Guariniello ha consentito di togliere dal mercato prodotti potenzialmente pericolosi per la salute. Questa azione è stata decisiva dopo che nel 2013 si è registrata una impennata di casi di epatite segnalati dal Ministero della Salute».

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