Torino, città più povera del Nord

Torino città più povera del NordTorino, la grande Torino della Fiat, la grande Torino che ha ospitato tanti dei nostri nonni che provenivano dal Sud Italia, all'inizio non sempre volentieri, ma che ha accolto e dato lavoro a migliaia di famiglie. Quella Torino oggi sembra un ricordo lontano, una cartolina sbiadita al fondo di un cassetto. Oggi infatti Torino è la città più povera del Nord.

La disoccupazione giovanile

Ne sentiamo parlare tutti i giorni, l'Italia sta attraversando un periodo di crisi economica senza precedenti. I meno fortunati se ne sono già accorti sulla propria pelle, con le proprie esperienze. I neolaureati non trovano lavoro, chi si era riuscito a procurare con le unghie un impiego, se pur precario, ha osservato il contratto arrivare al termine per non essere più rinnovato. I giovani torinesi non fanno fatica a credere alle stime ufficiali che parlano di una disoccupazione giovanile in Italia del 40%. Già nel 2011 Torino si differenziava, e non per meriti, per avere la maggior percentuale regionale di disoccupazione dei ragazzi tra i 15 e i 29 anni. La situazione non è certo migliorata e, purtroppo, non è ostile solo ai più piccoli di età.

Negozi che chiudono ogni giorno

Si è calcolato che negli ultimi mesi hanno chiuso in media, nel territorio torinese, 10 negozi e 5 esercizi pubblici al giorno. E non è difficile crederci nemmeno in questo caso. Non c'è più bisogno di allontanarsi dal centro della città per vedere una dietro l'altra le saracinesche dei negozi e degli esercizi commerciali chiuse con sopra cartelli che indicano la cessata attività o la vendita dell'immobile. Oggi queste scene sono a due passi da Piazza San Carlo, in via Roma, nel pieno cuore di Torino.

Ditte che chiudono e lavoratori in mobilità

La più grande tragedia è quella che, partendo dalla Fiat, sta coinvolgendo centinaia di altre impresa che ruotano intorno all'ormai ex colosso dell'automobile in Italia. Sono tantissimi i lavoratori che, in maniera diretta o indiretta, si trovano oggi a dover lottare con le spese, per arrivare a fine mese, poiché disoccupati o in cassa integrazione. Per fornire qualche dato relativo al disastro che Torino sta vivendo, i lavoratori attualmente in cassa integrazione o in mobilità a causa della chiusura delle ditte o di reparti interi di fabbriche dell'indotto Fiat sono ben 40.000.

Il trend residenziale

Le compravendite nel campo immobiliare continuano a peggiorare. Molti cantieri chiudono ogni giorno. Giusto per rendere l'idea bisogna sapere che l'ultimo trimestre del 2012 ha registrato a Torino una perdita del 31,2% in questo campo.

I nuovi poveri sono Italiani

A Torino le strutture di assistenza ai più poveri si sono viste incrementare il numero degli Italiani alle loro porte. Quest'anno la metà dei bisognosi di questi aiuti sono Italiani. Sempre più frequente vedere gente a Porta Palazzo cercare, alla fine del mercato, i prodotti rimasti sani da mettere nel carretto della spesa. Sempre più le persone che devono tagliare dalle spese anche prodotti importanti come alimenti freschi, medicinali e cure sanitarie. Se a Torino la gente non riesce a trovare i soldi per i beni di prima necessità, come si può pensare che il commercio di altri articoli o servizi, meno vitali, come l'abbigliamento, quelli nel campo della ristorazione o del tempo libero possano avere una chance? Ci sarà davvero bisogno di moltissime misure e di tanti investimenti per rimuovere dalla bella Torino, l'appellativo di città più povera del Nord. Non ci resta che sperare di non essere costretti ad emigrare altrove.

 

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