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Fermata dell'autobus sulla pista ciclabile, è protesta!!

Sembra una barzelletta, invece è tutta realtà. A Torino è comparsa una fermata dell'autobus nella zona destinata al transito delle biciclette, e non è la prima volta che eventi simili si manifestano in Piemonte.

La bicicletta ha superato l'automobile

Quest'anno la bicicletta ha superato l'automobile, se non sempre quest'affermazione è verificabile sulle strade, risulta vera però nel campo delle vendite commerciali. Nel 2012 infatti le biciclette nuove vendute e quelle vecchie rimesse a nuovo, hanno raggiunto le 200 mila unità in più rispetto all'anno precedente e le biciclette nelle strade italiane hanno toccato la cifra dei 2 milioni. Parallelamente al netto aumento dell'utilizzo di questo veicolo per sportarsi in città e provincia, la vendita delle automobili è scesa del 20%, sfiorando risultati che non si vedevano dal 1979. In città, e Torino ne è uno degli esempi più brillanti, la gente si muove pedalando, grazie anche ai servizi offerti dal Comune come il "bike sharing" e alle tante iniziative (la più celebre il "Bike Pride")  che spingono le masse a una sempre maggiore presa di coscienza sui temi relativi alle problematiche ambientali e alla sostenibilità dell'economia e della società.    

I lavori sulle piste ciclabili sono fatti male

Non è la prima volta che gli interessati al mondo delle biciclette si lamentano per i lavori effettuati dal Comune di Torino nel campo delle piste ciclabili. Già nel 2010 buche, ostacoli, strade senza sbocchi, erano stati segnalati dall'associazione "Bici&Dintorni" al Sindaco del capoluogo piemontese. Ora, a "Bici&Dintorni", si è aggiunta nella protesta l'associazione di ciclisti "Bike Pride". I due portavoce del mondo a due ruote e pedali, definiscono i lavori effettuati quest'anno sulle piste ciclabili "malfatti e incomprensibili". E' spuntata infatti una fermata dell'autobus, con tanto di panchina e tettoia, nel bel mezzo della pista ciclabile. Si tratta di una fermata della linea 68, sul Lungo Dora Siena. Sempre sul Lungo Dora un altro intervento relativo alla mobilità ciclabile non del tutto condivisibile è stato quello di riservare ai pedoni uno spazio troppo stretto (costringendoli a camminare in fila indiana) a fianco della pista per le bici, con il rischio di suscitare indignazione da parte dei cittadini invece che consenso. Da rivedere, secondo le organizzazioni, tutto il tratto del Lungo Dora ma anche altri aspetti, come la sicurezza dell'attraversamento all'altezza di Porta Susa.   

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