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Leader No-Tav condannato a 5 mesi di reclusione

Luca abbaL. A., famoso leader del movimento No-Tav, è stato condannato a 5 mesi di reclusione per violenza a pubblico ufficiale. Un altro attivista, intanto, dovrà scontare una breve pena di un mese di reclusione, altri due imputati sono invece stati assolti.

Il processo che ha avuto luogo a Torino riguardava le tensioni con le forze dell'ordine che ebbero luogo durante i carotaggi all’autoporto di Susa il 9 febbraio 2010. Il pubblico ministero, aveva chiesto per una pena fino ad un massimo di un anno e tre mesi. I legali No-Tav hanno già annunciato il ricordo in appello.

Il capo dei militanti, il 27 febbraio 2012, era rimasto folgorato da una scarica elettrica ed era caduto da un traliccio dell'alta tensione sul quale aveva deciso di arrampicarsi, nonostante gli agenti l'avessero invitato a scendere più volte, il giorno in cui era in atto lo sgombero della baita in Val Clarea da parte delle forze dell'ordine.

Venne subito portato in salvo con l'elicottero al CTO di Torino. Dopo oltre tre mesi e mezzo definiti da lui come"detenzione ospedaliera" era uscito dalla sua camera di ospedale. Le sue condizioni erano risultate gravissime fin da subito, ma ne è infine uscito bene grazie ad un po' di fortuna e grazie anche al "personale sanitario che mi ha seguito con serietà e professionalità".

Abbà era tornato sei mesi più tardi sullo stesso luogo della sua sventura con un chiaro messaggio: "Oggi siamo qui a fare dei discorsi, ma la prossima volta verremo con tronchesine e mazze per buttare giù i muri del cantiere, per fermare questo scempio".

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