Vendita GTT: risvolti e prospettive

Bus trasporto pubblico

La città di Torino, come ben sappiamo, deve a livello nazionale 120 milioni per il patto di stabilità.

Abbiamo sottolineato più volte la situazione non proprio rosea delle casse comunali messe a dura prova da anni di governo scellerati.

È stata individuata una via di uscita? Sembrerebbe di si.

La via di uscita

Analizziamo insieme quali possono essere i retroscena e gli effetti che questa scelta potrebbe provocare.

L’idea, che già da un anno circola per i corridoi del palazzo comunale, è quella di vendere parzialmente la rete di trasporti pubblici cittadini, ovvero la GTT.

Intanto c’è da distinguere tra la GTT dei parcheggi e la GTT reparto trasporti.

GTT parcheggi e GTT trasporti

Per quanto riguarda il primo aspetto la vendita è praticamente scontata: i parcheggi, sia quelli in superficie che quelli sotterranei, verranno venduti. Ma c’è di più: per rendere più appetibile il “pacchetto”, il numero dei posti a pagamento verrà incremento di un 30% con un’estensione della zona blu alle aree cittadine periferiche. Il comune conta così di incassare circa 48 milioni più 14 annuali di canone.

Il secondo aspetto prevede invece una cessione ridotta del comparto trasporti. Si parla del 49% a cui si potrebbe aggiungere un ulteriore 31% a seconda della situazione finanziaria comunale. Questo 31% sarà però opzionato, ovvero la città di torino potrà tornarne in possesso entro un certo periodo mantenendo così la maggioranza. Da questo comparto si potranno così racimolare altri 100-120 milioni.

Immobili e depositi

L’ultimo capitolo riguarda, infine, la cessione di immobili e depositi per un ammontare di circa 45 milioni. Molti di questi oramai inutili vedranno un cambiamento della loro destinazione d’uso.

Insomma un giro totale d’affari pari a circa 200 milioni che potrebbero dare respiro alle casse comunali.

Ai posteri l'ardua sentenza

Ciò che preoccupa è la privatizzazione di un servizio che porterà sicuramente degli ulteriori aggravi sulle famiglie torinesi, con la speranza che ciò che fino ad oggi ha rappresentato un servizio al cittadino non diventi una pura macchina da soldi.

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