• Home
  • CRONACA
  • Agricoltura del torinese in ginocchio dopo il maltempo

Agricoltura del torinese in ginocchio dopo il maltempo

coltivazioni nel torineseLa CIA – Confederazione Italiana Agricoltori della provincia di Torino ha completato una ricognizione degli effetti sulle colture piemontesi delle condizioni di maltempo che hanno caratterizzato questi primi due mesi di primavera, delineando un quadro preoccupante dello stato dei campi nel Torinese.

Quantificare economicamente gli effetti sulle colture piemontesi dichiara Lodovico Actis Perinetto, presidente provinciale della Confederazione sarà possibile solo al momento del raccolto ma va considerata l’assoluta anomalia climatologica di questa annata. Nei primi cinque mesi dell'anno, infatti, è caduta quasi il doppio della pioggia del 2012 con 50 giorni in più di maltempo e questo ha provocato nei campi un ritardo medio nello stato vegetativo delle colture di un mese.

Scendendo nel dettaglio, secondo le osservazioni condotte da CIA  la produzione orticola per tutte le colture a pieno campo è gravemente compromessa, con danni del 70-75%, e si sta procedendo ad attività di reimpianto che determineranno colture non omogenee. Per le colture protette da teli di nylon si prevede una perdita del 10% della produzione, a causa della poca luce e del poco calore ricevuti. Anche le coltivazioni nelle serre non riscaldate hanno dovuto fare i conti con l’umidità e la rigidità delle temperature che, ancora nell’ultimo weekend, sono arrivate a minime di 9° contro i 20-30° appropriati e considerati nelle medie di stagione, portando alla perdita del 20% delle colture.

Per quanto riguarda la frutticoltura, le abbondanti precipitazioni hanno aggravato in modo drammatico il problema della batteriosi dell’actinidia PSA, che colpisce le piante del kiwi, compromettendo completamente il raccolto e danneggiando gravemente le colture stesse. Problemi anche nei frutteti di meli e peschi, piante che hanno richiesto numerosi interventi non programmati per combattere gli attacchi di funghi e batteri. Danni, infine, per la coltura in pieno campo dei mirtilli, dove le piogge torrenziali hanno fatto marcire gli abbozzi fiorali provocando un’aspettativa nella riduzione della produzione che si attesta attorno al 15%.

Anche la resa di grano e mais è compromessa e la produzione cerealicola potrebbe subire una flessione pari al 40%. In molte aziende agricole il maltempo ha infatti reso impossibile la semina programmata o rallentato il regolare lavoro nei campi e, anche laddove la messa a dimora è avvenuta correttamente, le abbondanti piogge hanno successivamente fatto marcire la base degli steli e impedito alle spighe di crescere adeguatamente. Per i foraggi si sta quindi verificando un ritardo considerevole nel primo taglio – che sarà di scarsa qualità – e questo potrebbe produrre effetti negativi anche sul secondo.

Di fronte a un quadro così grave la CIA di Torino chiede alla Regione Piemonte di differire il termine del 31 maggio per la consegna delle domande per usufruire dei contributi relativi alle Misure Agroambientali  previste nel Piano di Sviluppo Rurale (PSR).

Lodovico Actis Perinetto

I fondi collegati alle misure agroambientali vengono erogati in relazione alle produzioni che le aziende hanno indicato essere a dimora nel campo all’interno della domanda. Il maltempo ha impedito tuttavia di rendere una dichiarazione corretta, entro i termini della scadenza, alle tante aziende che non hanno potuto effettuare le azioni di semina programmata e anche a quelle  che dovranno comunque ripetere almeno parzialmente le operazioni per via dei danni subiti. Il mancato rispetto delle colture indicate porterebbe, in caso di controlli, al blocco dell’assegnazione dei fondi richiesti  ma anche alla revoca degli stanziamenti già ricevuti nelle annualità precedenti, poiché i vincoli legati a questi piani hanno durata quinquennale. Arriveremmo così al paradosso che aziende agricole già gravemente provate dal maltempo si vedrebbero ulteriormente danneggiate da un programma pensato dalla Regione Piemonte con finalità di sostegno all’agricoltura.

La Confederazione Italiana Agricoltori (CIA) è un'organizzazione laica e autonoma dai partiti e dai governi. Opera in Italia, in Europa e a livello internazionale per il progresso dell'agricoltura e per la difesa dei redditi e la pari dignità degli agricoltori nella società. Organizza gli imprenditori agricoli e tutti coloro che sono legati all'attività agricola da rapporti non transitori.

La CIA si articola in associazioni di categoria, istituti e società che operano per la sicurezza alimentare e la salvaguardia dell'ambiente, nel campo dell'assistenza previdenziale, sociale, sanitaria, fiscale e tributaria, della consulenza tecnica, della formazione, dell'assicurazione, dell'agriturismo, dell'agricoltura biologica e per la tutela degli anziani, delle donne e dei giovani.

La confederazione ha rappresentanti nei maggiori organismi internazionali, comunitari, nazionali, regionali e provinciali. Fondata nel dicembre del 1977 come Confederazione Italiana Coltivatori, al suo quinto congresso (giugno del 1992), ha modificato la sua denominazione e ha assunto, appunto, quella di Confederazione Italiana Agricoltori per valorizzare il ruolo moderno dell'agricoltore e della sua impresa.

La CIA è una delle più grandi organizzazioni professionali agricole europee. Gli iscritti sono oltre 900.000, di cui circa 300.000 imprenditori agricoli e per il restante lavoratori agricoli subordinati, compartecipanti familiari, coadiuvanti, tecnici, pensionati.

La Confederazione ha una struttura nazionale e sedi regionali, provinciali e locali. La CIA è presente in tutte le regioni e le province. Le sedi zonali permanenti sono 417 e assicurano una presenza capillare dei nostri operatori nella maggioranza dei comuni italiani. La CIA ha una sede di rappresentanza a Bruxelles.

Pin It

Questo sito utilizza cookie proprietari e di terze parti per migliorare i propri servizi. Continuando accetti tale utilizzo.