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Multe: da luglio non saranno più riscosse in 6.000 comuni

Multa - foto di Agenzia Senado by PhotopinDa inizio Luglio cambia il sistema di gestione delle multe stradali, in oltre seimila comuni italiani la riscossione coattiva chiuderà definitivamente. Solo duemila Comuni su ottomila hanno predisposto misure differenti alla riscossione delle multe e delle altre tasse comunali.

Il decreto "Sviluppo" del Governo Berlusconi del 2011 fa uscire Equitalia dalla collaborazione con i sindaci, l'anarchia dilagante colpisce non solo le infrazioni stradali ma anche le imposte comunali con la tassa sui rifiuti.

Il leitmotiv del decreto doveva stemperare la tensione della riscossione ma a conti fatti l'uscita di Equitalia diviene un buco per le entrate dei Comuni, la legge prevede che la società pubblica incaricata della riscossione nazionale dei tributi cessi la sua attività al servigio degli enti locali a partire dal primo di Luglio. Le nuove multe non avranno quindi il tempo di superare le tempistiche amministrative per la riscossione e le mancate entrate si tramuterebbero in costi per i Comuni.

Assumendo società o personale aggiuntivo che si occupi della riscossione porterebbe ulteriori spese che nessun ente può impegnarsi.
Le mancate entrate per le infrazioni costano ai Comuni oltre un miliardo e mezzo di euro all'anno, gli irriducibili non saranno più costretti a pagare se non spinti dal senso civico che in pochi possono vantare di avere.
Stesso discorso per la tassa sui rifiuti che permette a molti sindaci di riempire i bilanci spesso in rosso, un miliardo e quattrocentomila euro in fumo.
La scadenza era nota da ben due anni, ma nessun Governo ha provveduto a sistemare una falla amministrativa che rischia di sbriciolare la già fragile tesoreria comunale.

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