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Torino, rinnovato contratto operai agricoli: +3% dello stipendio

agricoltura campi e coltivazioniÈ stato siglato quest'oggi presso la sede provinciale di Confagricoltura, in Corso Vittorio 52 a Torino, il rinnovo del "Contratto di lavoro degli operai agricoli e florovivaisti" della provincia di Torino, scaduto il 31 dicembre 2011. L'intesa interessa oltre 1000 aziende agricole e florovivaistiche distribuite sul territorio provinciale e circa 4.000 lavoratori, di cui parte impiegati continuativamente e parte prestanti la propria opera con contratti a tempo determinato o stagionale.

Al tavolo negoziale erano presenti le tre principali organizzazioni di rappresentanza agricola dei datori di lavoro Cia, Confagricoltura e Coldiretti e le sigle sindacali Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil. La Cia-Confederazione Italiana Agricoltori di Torino e Provincia era rappresentata dal presidente Lodovico Actis Perinetto, dal vice presidente vicario Roberto Barbero, dal direttore Francesco Amatuzzo e dalla responsabile dell'Ufficio Sindacale Giovanna Cibelli.

Il contratto prevede aumenti salariali, premi variabili e alcune modifiche normative come l'unificazione dei precedenti Enti per gli operai agricoli dedicati all'assistenza, alla sicurezza e alla conciliazione, come disciplinato dal CCNL in un unico Ente Bilaterale per l'agricoltura torinese. Per quanto riguarda la retribuzione dei lavoratori dipendenti, i minimi di salario provinciale vengono aumentati del 3% a decorrere da maggio 2013 e di un ulteriore 2,2% a partire dal novembre 2013. Il premio di risultato verrà adeguato nella medesima percentuale complessiva dell'aumento retributivo.

«Dispiace essere arrivati al rinnovo del contratto ad un anno e mezzo dalla sua scadenza – è il commento del vice presidente vicario della Cia di Torino e Provincia Roberto Barbero – ma l'intesa raggiunta quest'oggi rappresenta il punto virtuoso di una mediazione compiuta faticosamente dalle parti per conciliare le esigenze dei lavoratori con quelle dei datori di lavoro, consapevoli della gravità con cui la crisi economica sta colpendo sul nostro settore».

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