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Torino, quello che è successo ai Murazzi e la conseguente chiusura.

I locali sotto sequestro

I Murazzi sono uno dei punti principali di ritrovo della vita notturna di Torino. Ma se da un lato i torinesi si ritrovano felicemente per svagarsi, dall'altro coloro che abitano nei dintorni, si trovano a non poter assaporare appieno la possibilità di riposarsi nella propria dimora. Già da qualche tempo l'amministrazione cittadina aveva perseguito una regolamentazione dell'area tra le arate e l'argine del Po, sia per quanto riguardava la sicurezza pubblica quanto dei termini di rinnovo e pagamento delle concessioni.

Cosa è successo?

É cominciato tutto alla fine dell'ottobre dello scorso anno, quando alcuni residenti della zona avevano presentato un esposto per il disagio che pativano notte dopo notte. I residenti si lamentavano per l'elevato inquinamento acustico che sono costretti a subire durante la notte per via dei locali della movida Torinese.

Sono partiti alcuni controlli, sia da parte dei tecnici acustici dell'Arpa, che dei vigili urbani. Entrambi hanno trovato situazioni che erano al di fuori dei vincoli imposti dalle normative. I controlli sono proseguiti scoprendo che molti locali non erano in regola con permessi e pagamenti, sia delle imposte comunali, che dell'affitto dovuto al locatario, ovvero lo stesso Comune di Torino.

Questo mese

I locali sotto sequestroAll'inizio di marzo è giunta nell'aula delle sedute consiliari, la bozza riguardante il nuovo progetto ed il nuovo regolamento per le attività dei Murazzi, che sono stati discussi durante la seduta del Consiglio Comunale dello scorso 4 marzo.
Lunedì scorso si è tenuta quella che sarebbe dovuta essere una seduta del consiglio cittadino decisiva per il caso Murazzi. Al momento del voto è venuto a mancare, tuttavia il numero legale, per cui la votazione è stata probabilmente rimandata al prossimo lunedì 18 marzo.

Da molto tempo l'Amministrazione Comunale studiava come rilanciare i Murazzi, ponendosi gli obiettivi di riqualificare lo spazio pubblico, migliorare la percezione della stessa zona, riducendo i disagi per i cittadini residenti intorno, diversificando gli esercizi dei Murazzi con la proposta di attività culturali e sportive per i cittadini. Tuttavia la maggiore richiesta avuta dai cittadini è stata quella di aumentare il controllo pubblico in una zona ritenuta poco sicura.

Il nuovo progetto

Un disegno presente ai Murazzi del PoIl nuovo progetto per l'area prevede una riorganizzazione che estenderebbe la zona dei Murazzi in alcune arcate ancora non utilizzate, dove potrebbero trovare posto altre attività culturali e/o sportive oltre ad un presidio di vigilanza per la sicurezza dei cittadini che frequentano l'area. Questo progetto vorrebbe che i Murazzi diventino un punto di attrazione per lo svago torinese non solamente più durante le ore notturne, ma anche durante il periodo diurno.
Una azione di riqualifica della zona (mediante l'istituzione di punti di raccolta rifiuti e l'istituzione di un presidio di sicurezza) si stima riuscirebbe a migliorare l'atmosfera dei Murazzi e la percezione di un'area degradata e poco protetta.
Nei discorsi dei consiglieri comunali emerge l'obiettivo comune di non lasciare che la zona dei Murazzi diventi una terra di nessuno o che si desertifichi. Tutti concordano che gli spazi debbano essere concessi ad attività che paghino con regolarità gli affitti richiesti dal Comune e che costituiscano un valore aggiunto per la zona. Sono pochi coloro che si ricordano dei residenti e del loro sacrosanto diritto di dormire.

Indagini in corso

La cronaca ci racconta di 8 funzionari del Comune di Torino che sono stati indagati dalla Procura per una gestione dell'area dei Murazzi, che sembra essere stata gestita con troppa leggerezza, a detrimento del Comune. La Procura sta indagando per stabilire se la gara di appalto per le zone sia stata eseguita correttamente, visto che gli spazi sono stati riassegnati ad esercenti morosi. Eppure il regolamento dell'Amministrazione prevede che i morosi verso il Comune non potrebbero partecipare alle gare. I canoni di locazione che il Comune di Torino non ha visto confluire nelle casse corrisponderebbero ad oltre 300 mila euro, per il periodo dal 2007 ad oggi.

Riuscirà la città a conciliare gli obiettivi che sembrerebbero non convergenti dei residenti e dei nottambuli torinesi?

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