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Elezioni politiche 2013, Bersani vince a metà. Bicchiere mezzo vuoto

Pierluigi BersaniIl risultato finale di queste elezioni politiche 2013 sembra ormai deciso, o meglio, indeciso. Vince la coalizione di centrosinistra guidata da Pierluigi Bersani alla Camera ma, come era stato ampiamente previsto, non ottiene la maggioranza al Senato. Si sono, infatti, verificate le circostanze temute da chi pensava che da queste elezioni non poteva venir fuori un governo solido con i numeri per governare. Tutto merito degli strani meccanismi della legge elettorale vigente, il famoso porcellum, che a Palazzo Madama assegna piccoli premi di maggioranza su base regionale.

Nei giorni scorsi, il leader del PD Pierluigi Bersani aveva dichiarato: "escludo un governo di unità nazionale. Non è il bene dell'Italia, non lo vedo possibile". Quali sono gli scenari che si apriranno a questo punto? Vedremo un'alleanza tra Bersani e altre forze politiche come Grillo, o ci sarà il concretizzarsi della suggestiva ma realistica proposta che aveva avanzato qualche giorno fa il direttore del Giornale, Alessandro Sallusti, di tornare alle urne solo per quanto riguarda il Senato? Questa possibilità, infatti, è prevista dalla nostra Costituzione, ma non si è mai verificata, nemmeno nel 2008 quando, l'allora leader del centrosinistra Romano Prodi, aveva ottenuto solo 3 voti di vantaggio a Palazzo Madama. Nel caso in cui il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, l'unico con il potere di decidere uno scioglimento prematuro del Senato, decidesse in tal senso, le reazioni del Pdl sarebbero prevedibilmente molto dure poiché il partito di Berlusconi, dopo la rimonta elettorale, rischierebbe di uscirne ridimensionato.

Chi sperava in un governo che da subito potesse occuparsi del Paese e dei suoi problemi, rimane deluso. Assisteremo, invece, a tentativi di rendere solida l’attività governativa, ingessata e resa macchinosa dai pesanti meccanismi della legge elettorale, che da tempo, doveva essere cambiata. Mentre l’Italia aspetta...

La vittoria di Grillo

Beppe GrilloIl vero vincitore di queste elezioni è Beppe Grillo, promotore dell'antipolitica, protagonista dello Tsunami Tour, leader del movimento 5 stelle che quando iniziò a dedicarsi alla politica gli fu detto con aria di sfida, da storici politici italiani, "candidati e vedremo". Infatti si è visto, è diventato un partito con un corpo elettorale che fa invidia a tutti i concorrenti ed ha scombinato i piani di tutti.

Intervistato per radio attorno alle 21:30 di ieri, 25 febbraio, ha raccontato il suo successo lamentando la presenza di giornalisti attorno alla sua abitazione. In particolare ha ripercorso la storia del suo movimento siamo dati da 3 anni e qualche mese, senza prendere rimborsi, ci toccherebbero 100 milioni per poi proseguire con il guanto di sfida agli altri partiti che dichiara sono finiti.

Al cronista che gli domanda quali alleanze veda possibile con questo nuovo panorama politico, composto da una maggioranza del PD alla Camera, e la maggioranza del PDL al Senato, Grillo vede come unica soluzione l'alleanza dei due partiti (PD + PDL) dicendo ma si, per forza. Contro di noi non ce la possono più fare. Possono andare avanti ancora 7-8 mesi per fare un disastro, ma controlleremo per contenerlo.

Si tratta di una prospettiva decisamente curiosa perché vedere destra e sinistra che si alleano per combattere l'antipolitica, sarebbe una prima visione mondiale. Ma del resto, noi italiani abbiamo già accumulato da tempo strani primati.

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