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Elezioni politiche 2013, i costi della democrazia

Urne elettoraliAlzi la mano chi, almeno per un momento, nel silenzio confortante della cabina elettorale, non ha mai pensato di portarsi a casa la cosiddetta matita copiativa, quella “bellissima matita, lunga, sottile, marroncina, perfettamente temperata” che i sorridenti scrutatori consegnano agli elettori per apporre, finalmente, una bella “X” sul loro partito preferito.

Il compianto Giorgio Gaber era attratto dalle matite per la bellezza, per la perfezione dei lineamenti, della forma e del colore ma, in fondo, voleva solo riprendersi una piccolissima parte di ciò che anch’egli, in quanto contribuente, aveva pagato per allestire la giostra elettorale.

Puntualmente, ogni volta che siamo chiamati al voto, mi ritrovo a leggere articoli su quanto le elezioni costino, in termini prettamente economici, alle casse dello Stato. Ogni cittadino, attraverso le tasse, contribuisce a pagare spese elettorali che ogni anno diventano sempre più esorbitanti. E non si capisce davvero come mai. O meglio, i motivi, per questioni di trasparenza e di chiarezza, si conoscono e le spese affrontate sono ovviamente tracciabili. Quello che risulta incomprensibile è che ci sia ancora la necessità, nell'era digitale che (in teoria) abbatte i costi e velocizza la burocrazia, di usare quantità impressionanti di carta, cartoni, timbri, buste ecc. L’Italia si affida ancora a pratiche vecchie e superate. Nel nostro paese, infatti, si vota nella stessa maniera di cinquanta anni fa, con la differenza che a ogni elezione, i costi lievitano sensibilmente.

Le spese elettorali 

Sprechi della politica

Nello specifico, secondo Il sole 24 Ore, queste saranno  le  spese elettorali nel 2013. Le matite  copiative  saranno 6 per ogni seggio, per  un  totale di 369.576  pezzi. I seggi elettorali saranno 61.596 (371 in più rispetto al 2008) e ognuno di questi seggi costerà 6.315 euro (il 13,2% in più rispetto alle votazioni di cinque anni fa, quando il costo di ogni seggio corrispondeva a 5.578 euro).  Circa 133 milioni saranno le schede stampate (il 20% in più del corpo elettorale, per avere un buon numero di schede di “riserva”). Saranno 6 le persone incaricate di presidiare ogni seggio (un presidente, un segretario e quattro scrutatori, per un numero pari a quello delle matite!). Questi riceveranno, come si evince dalla Circolare F.L. 1/2013 del Viminale, 170 euro il presidente, 145 tutti gli altri ma, tali compensi, andranno incontro a maggiorazioni nei casi in cui le elezioni nazionali saranno affiancate da quelle regionali. L’ultimo aspetto che incide non poco sul costo delle elezioni è il numero dei candidati presentatisi: tra Camera e Senato saranno 16.000, quasi 6.200 in più rispetto alle ultime elezioni politiche quando non si superarono i 10.000. Se si guardano le percentuali, il dato diventa straordinario: alla Camera i candidati sono il 70% in più rispetto al 2008, mentre al Senato “solo” il 51%. In parole povere, i cittadini che si recheranno alle urne troveranno molte più liste e soprattutto molti più nomi del 2008. Tutto questo è paradossale se si considera che l’elettore non avrà nessun potere riguardo alla scelta dei propri rappresentanti poiché non sono previste indicazioni di preferenza.  Insomma, in tempi di crisi, il mestiere del politico continua a essere uno dei più battuti e desiderati. Chissà perché...  

Tornando ai costi, il dato finale è stupefacente: lo Stato, per le elezioni di domenica e lunedì, dovrà sborsare una valanga di soldi, quasi 400 milioni di euro, con un aumento dell’11% rispetto al 2008.

Ora che avete un'idea di tutti i soldi pubblici spesi, potrete sentirvi anche voi meno in colpa se morirete dalla voglia di prendere quella “bellissima matita, lunga, sottile, marroncina, perfettamente temperata” e portarvela via. Anche questa è “Democrazia”. Ma non fatelo, è illegale.

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