Monti, conferenza stampa di fine anno

Premier Mario MontiSi è svolta oggi la conferenza stampa di fine mandato del Premier Mario Monti, occasione per bacchettare gli errori della politica visti nel corso dell'anno di governo, ma anche per manifestare la propria disponibilità entro alcuni paletti ed ancora per illustrare i punti chiave della propria agenda.

Dure critiche sono andate, sin dall'inizio della conferenza stampa, al PdL ed all'ex Premier Silvio Berlusconi con riferimenti a fatti di interesse pubblico e rilevanza politica che hanno presto portato, qualche minuto fa, il Presidente del partito Angelino Alfano a prendere le distanze e precludere ogni possibile collaborazione.

Alcune citazioni

[...]meglio fare leggi "ad nationem" che leggi "ad personam"[...]

[...]festini irriguardosi qua e la che poi vanno ad incidere sulla credibilità della politica[...]{/AF}

Se da una parte vuole evitare che si parli di "discesa in campo", ma piuttosto di "salita" per l'elevato livello che deve mantenere la politica italiana - quasi un richiamo - dall'altra, dopo la sua presenza al programma Rai "in mezz'ora" condotto da Lucia Annunziata, è evidente come desideri partecipare allo scenario politico che si sta per prospettare.

Monti oggi ha lanciato la pietra dandosi disponibile con un programma piuttosto definito che, al di la del credo politico, mira ad alcune oggettive esigenze normative di cui l'Italia ha bisogno. Ora attende le reazioni dei partiti e sulla base di quelle valuterà. Non costituirà un partito o un movimento, non farà campagna elettorale e desidera spostare la politica dai contrasti tra i partiti, dai battibecchi politici dei singoli, ai contenuti, a quella sostanza di cui l'Italia ha bisogno. Per questo si mette a disposizione per collaborare con chi glielo chiederà.

L'intenzione

"se una o più forze politiche, con credibile adesione alla nostra agenda, manifestassero il proposito di candidarmi a Presidente del Consiglio valuterei la cosa [...] che è altra cosa rispetto al dare il proprio nome per liberi utilizzi"{/AF}

Se inizialmente non era chiaro se si candidasse o meno, ora lo è. Monti non si candida, si mette a disposizione di chi voglia appoggiare la sua idea politica ed il suo programma.

Ma se da una parte, in ordine cronologico, è stato criticato Berlusconi ed il PdL, dall'altra anche Vendola e la CGIL, accusati di aver mantenuto posizioni più da conservatori che da liberali quali si dichiarano in tema di lavoro.

E se il Pdl si blinda prendendo le distanze, il PD di Pierluigi Bersani guarda dallo spioncino con cautela, così su Facebook Pierluigi Bersani dichiara: "Grazie a Monti per il contributo che ha dato all'Italia guidandola fuori da un rischio di precipizio. Tuttavia la crisi c'è ancora e anzi è davanti alla sua fase socialmente più acuta. Ci vuole più cambiamento, più equità, più lavoro. Dunque serve una maggioranza politica non più "strana" ma vera e coerente, saldamente europeista e saldamente riformatrice."

Vendola e CGIL conservatori

Il presidente Vendola è sempre una persona che si ascolta e si legge con interesse, ha detto di me che sono un liberale conservatore. Liberale sì, conservatore credo sia lui sotto molto profili: non nell'aspetto che lo connota e positivamente per la cura dei temi ambientali, ma credo che per quanto riguarda i temi del lavoro le forze conservatrici siano altre{/AF}

Perplessità del dimissionario Presidente del Consiglio sul movimento 5 stelle di Beppe Grillo, per il quale, ritiene Monti, "è ben capace di cogliere il disagio delle famiglie italiane ma non si sa bene come voglia tradurre il disagio in atti di governo"

Togliere l'IMU [...] se si farà senza altre grandissime operazioni di politica economica, chi verrà al governo un anno dopo - e non dico dopo cinque anni - dovrà mettere l'IMU doppia{/AF}

Ed ancora un commento sui centristi di Pierferdinando Casini, ritenuti i più coerenti con gli impegni assunti e la fiducia accordata, pertanto un affidabile punto di riferimento assieme ad altri.

Dunque la candidatura/disponibilità di Monti pare essere un ulteriore stimolo alla politica italiana verso coerenza e serietà, parole che sembrano ancora lontane per chi vive quotidianamente problemi di più basso profilo connessi a lavoro e bollette rispettivamente in diminuzione ed aumento.

Auspichiamo quindi che, qualunque sia lo scenario politico che si andrà a concretizzare, l'attenzione all'occupazione giovanile - e quindi alle pensioni - quale motore per la vita sociale prima ancora dell'economia globale, non svanisca con l'atto di nomina del prossimo Presidente del Consiglio ma permanga, ben impressa quale priorità, sino a concretizzarsi in atti di governo. Così, lavoro e liquidità alla mano, smetteremo anche di bofonchiare per la pressione fiscale insostenibile che caratterizza questi ultimi tempi.

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