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Torino, Scuole Medie: in arrivo il diario multietnico

Diarioperamico_2014.jpgSi avvicina il nuovo anno scolastico e, a partire da settembre, cinquemila studenti torinesi,fra Torino, Grugliasco e Bassa Val Susa, di 20 istituti, potranno cominciare il nuovo anno, con un diario molto speciale, con  vocabolario di italiano/romeno/albanese/arabo, con in più le più importanti festività religiose non solo cattoliche ma anche valdesi, ebraiche e arabe. Si chiama Diario per amico, il progetto, ormai collaudato, grazie alla preziosa collaborazione di insegnanti e presidi per l'integrazione fra italiani e stranieri. Il diario includerà, infatti, un vero e proprio piccolo vocabolario con le parole che riguardano la scuola, in diverse lingue, da un'idea di Bruno Zallio, docente valsusino in pensione. Si tratta di parole di uso comune come ciao, buongiorno, per favore, penna, leggi, ecc. Come sostiene Zallio,la scuola deve essere il luogo dove si sperimenta la democrazia, opportunità culturali. Il diario, in tal senso, vuole essere un ottimo strumento di aiuto.

Origine del diario amico: una lunga storia...

Il progetto, non è di oggi, ma risale a circa 21 anni fa, dopo attente riflessioni, come una valida risposta alternativa alle produzioni meramente commerciali di tanti diari scolastici ritenuti  poco educativi. Il diario, quest'anno, verrà presentato ufficialmente, il 13 settembre, a Grugliasco, dall'Istituto King. Era il 1993, quando, grazie ad alcuni insegnanti e presidi delle scuole di Avigliana, Susa e Giaveno, con l'appoggio della Comunità Montana, prese il via il progetto Diario per amico. Solo questa edizione 2014 però prevede anche la grande novità dell'inserimento di un vocabolario multietnico. L'agenda è nata con i ragazzi che hanno scelto i testi di poesie e disegni,attraverso concorsi nelle scuole, ogni anno con un tema differente. Nel progetto c'è il pieno appoggio del Presidente del Consiglio Regionale del Piemonte, Mario Laus, che ribadisce, infatti, lo scopo educativo del diario e del vocabolario per testimoniare in modo concreto la necessità di dialogo da parte di culture e religioni diverse, anche nel gioco.

 

 

A rischio le visite mediche per gli studenti delle scuole medie. Il Comune non ha fondi

A Torino mancano i fondi da destinare alla salute degli studenti. Si attende infatti un segnale da parte dell’Amministrazione comunale  che nelle prossime ore dovrebbe decidere sui finanziamenti da destinare ai checkup che tutti gli studenti torinesi di prima media fanno all’Istituto di Medicina dello Sport di Torino, ospitato all’interno dello stadio Olimpico, in via Filadelfia. Sono più di 6mila le visite a rischio, un numero per cui la città di Torino poteva vantarsi fino allo scorso anno del servizio offerto. Risale agli anni ’80 la convenzione che garantisce  a tutti i ragazzi delle prime medie una visita di prevenzione che include diversi tipi di esami tra cui l'elettrocardiogramma, a riposo e sotto sforzo, la spirometria, l'esame delle urine e le essenziali verifiche ortopediche. A esami ultimati veniva rilasciata allo studente un certificato medico attestante le condizioni di salute. Ma per l’anno scolastico appena iniziato la situazione resta ancora incerta. Queste le parole del dottor Piero Astegiano, direttore dell'Istituto di Medicina dello Sport di Torino: «Sul prossimo anno scolastico non c'è certezza, per questo non abbiamo ancora programmato visite, lasciando tutto in standby, in attesa che l'assessorato allo Sport ci dica qual è la situazione e se possiamo proseguire. Da quello che mi ha detto lo stesso assessore, dipende dalla discussione relativa al bilancio del Comune, dai fondi disponibili, se si troveranno nelle pieghe dei conti. L'assessorato è in difficoltà, problemi che possiamo comprendere, tanto che ci hanno avvisato per tempo. Vedremo se la situazione si blocca, ci hanno detto che c'è la massima disponibilità». Proprio la prossima settimana, il dottor Astegiano incontrerà l'assessore Stefano Gallo per definire la situazione in funzione del quadro economico comunale. Quest’anno, qulora dovesse essere nuovamente erogato il servizio, i costi che le casse comunali dovrebbero sostenere sarebbero pari a circa 175mila euro. Sono infatti 6.600 gli studenti di 11 anni che quest’anno hanno varcato la soglia delle scuole medie. A complicare maggiormente la situazione ha contribuito l’approvazione del bilancio del Comune nel mese di ottobre, mandando in tilt la programmazione. Una possibile opzione per il Comune di Torino potrebbe essere quella di garantire il servizio agli studenti, ma destinando loro solamente una quota in funzione del reddito del nucleo familiare

Un bonus di 50€ per l'abbonamento scolastico al trasporto pubblico locale

Lo ha approvato stamattina la Giunta Provinciale di Torino con deliberazione n. 515-28445. Saranno stanziati complessivamente 20mila euro in contributi grazie a una mozione presentata dai consiglieri Perna, Fregolent, Devietti Goggia, Ferrentino, Pino e Petrarulo, nell’VIII Commissione del Consiglio Provinciale. Il contributo, ideato per incentivare l’uso del trasporto pubblico, ha l’obiettivo di alleggerire il costo dell’abbonamento scolastico per i ragazzi fino a 14 anni di età. Queste le parole dell’assessore ai trasporti e alla mobilità sostenibile di Torino, Piergiorgio Bertone: “La Provincia di Torino ha sempre sostenuto le politiche di mobilità sostenibile e sappiamo che l’aumento del traffico privato nel periodo scolastico è uno dei fattori critici. Pur avendo risorse limitate, abbiamo ritenuto utile promuovere un’iniziativa per incentivare l’uso del mezzi pubblici, con particolare attenzione alle famiglie più numerose”.

Il contributo verrà concesso soprattutto alle famiglie numerose, nei limiti delle risorse stanziate e secondo una graduatoria. Potranno farne richiesta le famiglie con bambini e ragazzi, residenti nella provincia di Torino, di età inferiore ai 14 anni, iscritti alla scuola primaria (ex scuola elementare) o alle scuole secondarie di secondo grado (ex scuole medie), titolari di un abbonamento annuale o plurimensile e il cui nucleo familiare sia composto da almeno due soggetti di età inferiore ai 14 anni. La concessione del contributo potrà essere richiesta per ogni componente di un nucleo familiare che risponde ai requisiti. Le domande dovranno essere inviate entro il 28 novembre, a mezzo raccomandata AR o direttamente agli sportelli, alla Provincia di Torino ufficio Servizio trasporti, corso Inghilterra 7, Torino. I moduli sono disponibili sul sito internet della Provincia di Torino. Il contributo sarà concesso in un’unica soluzione mediante bonifico bancario effettuato all’indirizzo IBAN indicato nella domanda di richiesta contributo.

Insegnante lascia la borsa in classe e gli rubano l'intero stipendio

Ancora un duro colpo per uno dei tanti docenti precari della scuola italiana. Stavolta non è però colpa del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca.

Infatti il professore, un insegnate a sostegno di una ragazza diversamente abile, è stato derubato del suo stipendio. Il triste fatto è accaduto nel pomeriggio di ieri, 13 febbraio 2014, in una scuola media di Pinerolo, alle porte di Torino, dove il docente aveva lasciato per pochi minuti la sua borsa incustodita in un’aula praticamente vuota. Al suo rientro in classe, la scoperta dell’amara verità. Infatti della borsa con dentro ben 1.200 euro, il corrispettivo di un mese di lavoro, si sono letteralmente perse le tracce. Oltre il danno la beffa, così qualcuno potrebbe descrivere la situazione del povero docente che non solo continua a vivere nell’incertezza di un lavoro sicuro, ma da oggi dovrà preoccuparsi pure di guardarsi alle spalle nella scuola dove presta servizio come supplente.  E già, la scuola dovrebbe essere un “luogo sicuro”, un posto dove corpo docenti, personale tecnico e amministrativo e alunni, dovrebbero formare una sorta di grande famiglia.

Sulla questione sono stati informati i Carabinieri della stazione di Pinerolo che hanno aperto un’indagine sul caso. Intanto il professore, almeno fino al prossimo mese, dovrà cercare di “tirare avanti” senza il suo tanto atteso stipendio.

Il kaki della pace fa tappa a Torino

kaki foto aslto2Domani nella Comunità Arcobaleno per detenuti  tossicodipendenti della Casa Circondariale Lorusso e Cutugno di Torino si celebrerà la piantumazione del “Kaki di Nagasaki”.

È una tappa del “Kaki Tree Project”, progetto internazionale ideato in Giappone per sensibilizzare le giovani generazioni -e non solo- sulla pace, utilizzando come veicolo di forte valore simbolico il “Kaki della pace di Nagasaki”, pianta sopravvissuta all’esplosione nucleare del 9 agosto 1945, dai cui frutti ilbotanico giapponese Masayuki Ebinuma riuscì nel 1994 a ottenere semi, da cui nacquero le pianticelle di kaki di “seconda generazione”.

Nel 1995, dalla collaborazione con l’artista giapponese Tatsuo Miyajima, è nata l’idea di collegare le pianticelle di kaki ai bambini e agli adulti attraverso l’arte, per sostenere il messaggio di pace e rinascita e il progetto, partito da Nagasaki e sviluppatosi nelle scuole elementari di varie località giapponesi, si è diffuso in tutto il mondo ed è in continua espansione.

Il Servizio Dipendenze-Area Penale del Dipartimento Dipendenze 1 dell’ASL TO2, di cui è responsabile il Dottor Enrico Teta, ha colto il profondo significato del “Kaki Tree Project”, sostenendo il progetto della piantumazione del “Kaki di Nagasaki” all’interno della Comunità per tossicodipendenti “Arcobaleno” del carcere torinese.

“La piantumazione del kaki di Nagasaki all’interno di un carcere viene ad assumere ulteriori significati – commenta il Dottor Enrico Teta – in particolare, si mostra come anche un luogo di pena, dove la società spesso tende a relegare i suoi problemi, i suoi mali, le sue contraddizioni e talora a dimenticarsene, possa farsi portator e di un messaggio di riconciliazione. Una simile iniziativa aiuta le persone a riconoscersi e a vedere la realtà da prospettive differenti, attenuando le reciproche diffidenze, lo sviluppo del progetto ha creato l’opportunità di parlare di pace, carcere, droghe e riabilitazione con alunni delle scuole elementari, studenti delle scuole medie e altri attori sociali, che difficilmente avrebbero avuto possibilità di incontrarsi: da tale esperienza sono nate collaborazioni, contributi e idee, che valorizzeranno la cerimonia di piantumazione e le altre iniziative correlate”.

Il progetto ha trovato un forte sostegno all’interno dell’Istituto Lorusso e Cutugno e all’esterno, con l’adesione di scuole, Associazioni, artisti e istituzioni.

Regione, approvato il nuovo calendario scolastico

cirio, foto consiglio regionaleVia libera, questo pomeriggio a Torino, dalla Conferenza regionale per il diritto allo studio al calendario scolastico 2014/2015. Garantiti 205 giorni di lezione, che partiranno lunedì 15 settembre per concludersi giovedì 11 giugno nelle scuole pritarie e secondarie di I e II grado (il 30 giugno nelle scuole dell’infanzia).

Il primo stop sarà in corrispondenza delle vacanze di Natale, che cominceranno mercoledì 24 dicembre per finire martedì 6 gennaio. Stop anche da sabato 14 a martedì 17 febbraio per le vacanze di Carnevale e da giovedì 2 a martedì 7 aprile per quelle di Pasqua.

Due i ponti: il primo per la Festa dei Lavoratori, sabato 2 maggio, e il secondo per la Festa della Repubblica, lunedì 1 giugno.

Cadranno, invece, di sabato sia il 1 novembre (Tutti i Santi) che il 25 aprile (Festa della Liberazione), mentre l’8 dicembre Festa dell’lmmacolata sarà di lunedì.

“Un calendario con poche frammentazioni per garantire la continuità della didattica – commenta Alberto Cirio, assessore all’Istruzione della Regione Piemonte -  I giorni di scuola saranno 205, nel pieno rispetto del minimo di 200 richiesto dalla legge, mentre nelle finestre vacanza continuiamo con la pausa invernale a Carnevale, come ulteriore occasione per trascorrere un po’ di tempo con le proprie famiglie e momento utile, secondo quanto dichiarato dagli stessi rappresentanti degli studenti, per prepararsi agli impegni scolastici della seconda parte dell’anno”.

“Si prega di riaccompagnare i figli a casa. La scuola è chiusa”

scuola maucci foto direfarenondiscriminare.comUn cartello molto esplicativo è stata trovato questa mattina dai genitori che hanno accompagnato i loro figli presso la scuola media statale “Antonio Meucci”.

Nella notte infatti un tubo dell’acqua si è rotto allagando l’istituto, i genitori, ignari di tutto, hanno accompagnato i bambini a scuola, come tutti i giorni, ma, all’ingresso hanno trovato un cartello con la scritta “Si prega di riportare i figli i casa, la scuola oggi è chiusa per un guasto al sistema antincendio”.

Non appena il guasto è stato individuato, sul posto sono intervenuti Polizia e Vigili del Fuoco che, hanno constatato i danni ed hanno impedito ai giovani alunni di entrare in istituto.

Secondo le prime ricostruzioni i danni non dovrebbero essere ingenti e le lezioni potrebbero riprendere già nella giornata di domani.

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